Un’aggressione fulminea, quattro colpi di pistola di piccolo calibro sparati alle spalle mentre passeggiava con il cane. È morto così, lunedì 13 aprile 2026 intorno alle 21.58, Annibale Carta, 42 anni, per tutti Dino, personal trainer molto conosciuto a Foggia.
L’uomo, incensurato, padre di due figlie (una di 12 anni e una di pochi mesi) e sposato da pochi anni, è stato ucciso in via Caracciolo, zona semicentrale della città a ridosso dello stadio Zaccheria, a pochi metri da casa sua.
Una esecuzione che ha sconvolto la comunità foggiana: Carta era descritto da tutti come una “persona perbene”, volontario in parrocchia e molto attivo nel volontariato.
Il video del presunto killer
Le indagini dei Carabinieri, coordinate dalla Procura, si concentrano su un uomo ripreso da una telecamera di videosorveglianza 40 secondi prima dell’omicidio e mostrato in esclusiva dal Tg1.
Si vede un individuo in sella a una bicicletta da passeggio, con il capo coperto da un cappuccio, che passa da piazzale San Giuseppe Artigiano e si dirige verso via Caracciolo. L’uomo è incappucciato e non riconoscibile. Dopo l’omicidio sarebbe fuggito sempre in bicicletta.
Il procuratore Infante ha confermato che su questo elemento «si stanno addensando i sospetti», pur sottolineando che siamo nella fase iniziale delle indagini. I militari stanno acquisendo tutte le immagini delle telecamere della zona per ricostruire i movimenti del killer e di eventuali complici.
Sul luogo del delitto i Carabinieri hanno recuperato il caricatore dell’arma caduta durante la fuga: su di esso sono in corso accertamenti per impronte e tracce biologiche.
L’audio dell’omicidio
Una telecamera di sorveglianza di un condominio situato a circa 30 metri dal luogo del delitto ha registrato l’intera sequenza. L’audio, diffuso in esclusiva dalla trasmissione Ore 14 di Rai2, è drammatico.
Si sentono prima alcuni dialoghi frammentari (probabilmente non collegati), poi una voce maschile che esclama: «Oh, che fai? Mi spari?» Immediatamente dopo partono quattro colpi in rapida successione. Poco dopo un’altra voce (sempre maschile) dice: «Non ti vengo a disturbare mai più. Te lo giuro, te lo giuro».
Il suocero di Dino, Antonio Traisci, ha subito precisato: «Non è la voce di Dino». Altri familiari sono più cauti. Il Procuratore di Foggia Enrico Infante ha invitato alla massima prudenza: «C’è necessità di una perizia fonica per comparare le voci con un audio della vittima. Sono accertamenti che richiedono tempi tecnici».
Chi era Dino Carta
Dino Carta lavorava come personal trainer in alcune delle palestre più note della città. Amato dai clienti per la sua professionalità e dal quartiere per la sua disponibilità. Recentemente era diventato padre per la seconda volta e sui social pubblicava spesso foto con le figlie e la moglie. Nessun precedente penale, nessun nemico apparente: proprio per questo l’omicidio appare ancora più inspiegabile.
L’avvocato della famiglia, Michele Vaira, ha chiesto prudenza su tutte le ricostruzioni e ha invitato i cittadini a collaborare con le forze dell’ordine fornendo eventuali informazioni utili.
Le indagini proseguono a ritmo serrato. Al momento l’ipotesi principale è quella di un omicidio volontario premeditato, ma non si esclude nessuna pista, nemmeno quella di un possibile movente legato a questioni personali o di vendetta.
Omicidio Foggia (Tg1)
