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Home » L’autopsia di Lorena: era viva quando l’ex l’ha gettata giù. Lo psichiatra di Vella: “Era tranquilo”
Cronaca

L’autopsia di Lorena: era viva quando l’ex l’ha gettata giù. Lo psichiatra di Vella: “Era tranquilo”

Di Sala Notizie8 Settembre 20266 min di lettura
L’autopsia di Lorena: era viva quando l’ex l’ha gettata giù. Lo psichiatra di Vella: “Era tranquilo”
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Era ancora viva Lorena Isceri quando l’ex compagno Federico Vella l’ha scaraventata dal viadotto dell’Autostrada del Sole, a Barberino di Mugello. È il dato emerso dai primi risultati dell’autopsia eseguita ieri, 7 settembre, sul corpo della 45enne, rapita e rinchiusa nel bagagliaio dell’auto con cui l’uomo aveva raggiunto il luogo del delitto. L’esame esterno e gli accertamenti medico-legali hanno dunque dato una prima risposta a uno dei principali interrogativi della Procura di Firenze: Lorena non è stata uccisa prima di essere gettata nel vuoto. La valutazione definitiva sarà contenuta nella relazione della medico legale Beatrice Defraia, nominata dal pm Antonio Natale, che dovrà essere depositata entro 90 giorni.

“Federico, cosa fai?”: gli ultimi minuti di Lorena

Prima dell’epilogo sul viadotto, Lorena era riuscita a trovare nel bagagliaio il telefono lasciato da Vella e a chiamare il 112. La conversazione con la centrale di emergenza durò 19 minuti. Secondo quanto riferito all’Adnkronos dall’avvocato Cosimo Miccoli, che assiste la famiglia Isceri, nella parte finale della registrazione si sentirebbe l’apertura del bagagliaio da parte di Vella e si percepirebbero anche alcuni lamenti. Il legale riferisce inoltre che Lorena sarebbe rimasta nel bagagliaio per circa 20-25 minuti e che avrebbe subito percosse: elementi che vengono riferiti dalla difesa della famiglia e che sono al vaglio degli accertamenti investigativi e medico-legali.

La telefonata aveva consentito alla polizia di individuare il percorso dell’auto e di mantenere il contatto con la donna fino a quando Vella, una volta raggiunto il viadotto, l’ha fatta uscire dal bagagliaio. È a quel punto che, secondo, appunto, i primi risultati dell’autopsia, Lorena era ancora viva. La caduta e l’impatto al suolo sono risultati compatibili con la causa della morte. Resta invece da ricostruire con precisione la successione delle eventuali lesioni precedenti e quelle provocate dall’impatto. 

I lividi e la domanda sulle violenze precedenti

Uno dei quesiti affidati alla medicina legale riguardava infatti proprio i lividi riscontrati sul corpo della donna: gli accertamenti chiariranno se siano conseguenza della caduta oppure se fossero già presenti prima, quando Lorena sarebbe stata aggredita, immobilizzata e rinchiusa nel bagagliaio. 

L’avvocato Miccoli, che assiste la famiglia Isceri, ha riferito che la famiglia temeva che Lorena potesse essere stata già priva di conoscenza al momento della caduta e ha annunciato: “Dopo gli accertamenti medico legali la salma di Lorena sarà restituita alla famiglia e poi partirà alla volta di Squinzano, dove mercoledì o giovedì si celebreranno i funerali”.

Omicidio-suicidio sulla A1 3/09/26 (Ansa)

La pista della premeditazione: il nastro sulla fotocellula e lo scontrino

Parallelamente agli accertamenti medico-legali e ai quesiti posti dal sostituto procuratore Antonio Natale al medico legale Beatrice Defraia, la Squadra mobile di Firenze sta ricostruendo le ore e i giorni che hanno preceduto il femminicidio. Gli investigatori stanno verificando la presenza di Vella nei pressi dell’abitazione di Lorena nei giorni precedenti, dopo che alcuni vicini lo avrebbero notato nella zona di via Panciatichi, nonostante abitasse in un’altra parte della città. L’elemento viene valutato insieme agli altri indizi nell’ambito dell’ipotesi di una possibile premeditazione.

Tra gli elementi acquisiti c’è anche del nastro adesivo che sarebbe stato utilizzato per coprire la fotocellula del cancello del garage, impedendo così la chiusura automatica delle porte. Nell’auto sono stati inoltre trovati fascette, un martello, un paio di forbici e un telo. Gli investigatori stanno esaminando anche uno scontrino relativo a un acquisto effettuato da Vella nella mattinata del delitto, per verificare se la spesa e gli oggetti trovati nella vettura siano collegati alla preparazione dell’agguato.

Omicidio-suicidio sulla A1 3/09/26

Omicidio-suicidio sulla A1 3/09/26 (Ansa)

Vella era drogato o sotto psicofarmaci? Lo psichiatra: “Era relativamente tranquillo”

Un altro fronte dell’inchiesta riguarda Federico Vella: sul corpo dell’uomo sono stati disposti accertamenti tossicologici per verificare l’eventuale assunzione, prima del delitto, di sostanze stupefacenti, anabolizzanti o psicofarmaci. Al momento non risultano risultati che consentano di affermare che Vella fosse sotto l’effetto di una determinata sostanza.

E proprio sulle condizioni dell’uomo nei giorni precedenti alla tragedia è arrivata oggi una nuova testimonianza. Lo psichiatra che lo aveva avuto in cura per circa 15 anni ha raccontato di averlo visto la settimana scorsa, pochi giorni prima del femminicidio, descrivendolo come “relativamente tranquillo” e dicendo di non aver rilevato segnali che gli facessero prevedere un comportamento violento. Il professionista, che ha parlato in anonimato al Gr Toscana, ha escluso di averlo considerato un soggetto violento.

Tre cellulari sotto esame

Il pm Antonio Natale ha disposto anche la copia forense dei tre telefoni sequestrati, con l’obiettivo di ricostruire attraverso chiamate e messaggi le settimane precedenti al delitto. Gli investigatori stanno passando al vaglio anche le comunicazioni tra Vella e Lorena dopo la fine della relazione e quelle dell’uomo con i familiari della 45enne, per verificare se dai messaggi emergano elementi utili a ricostruire l’evoluzione del rapporto e degli atteggiamenti dell’ex compagno.

La Procura di Firenze procede per sequestro di persona finalizzato alla commissione di un omicidio e femminicidio aggravato dalla premeditazione. Gli accertamenti sui dispositivi elettronici e quelli medico-legali dovranno contribuire a definire la dinamica complessiva e ciò che è accaduto nelle settimane e nelle ore precedenti alla morte di Lorena.

Nuovo appello del padre

Da Squinzano arriva un nuovo appello di Franco Isceri, il padre di Lorena. Un appello dai microfoni di “Dentro la notizia” di Canale 5, rivolto stavolta a tutte le donne e non ai politici: “Mi auguro che mia figlia sia l’ultima vittima. Mi raccomando, non fate come mia figlia, che lo voleva difendere e mi diceva che non lo voleva distruggere. La prima cosa da fare è denunciare”. Quanto al messaggio precedente rivolto alle istituzioni, “penso che l’abbiano capito, penso che si interessino al massimo, perché di queste tragedie il popolo italiano ormai ne ha le tasche piene. Non si può più andare avanti. Stanno morendo tante donne che non lo meritano. Ormai è tardi, fate presto“.  
“Quanto vorrei – ha concluso – vedere una legge con l’unanimità della politica per difendere le donne“. 

Quanto all’assassino, il papà di Lorena dice di non averlo mai conosciuto. “Ormai ho 78 anni, ho i capelli bianchi e di esperienza nella vita ne ho. Un pochettino di paura l’avevo, altrimenti non sarei stato sempre a dirle ‘denunciamolo’. Lei era una ragazza buona, non lo voleva rovinare. Non ci ha dato tempo quel mascalzone“. 
 

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