Giornata molto ricca di dati e di decisioni, a partire da quella delle banche centrali britannica ed europea di lasciare fermi i tassi. L’inflazione nell’Eurozona è salita dal 2,6 al 3,0%, in linea con le attese.
Le borse chiudono in rialzo, con un netto miglioramento nelle ultime ore. Quella di Milano chiude a +0,94%, Parigi +0,53%. Fanno molto meglio Francoforte, +1,41%, e Londra, +1,62%.
In testa al listino principale di Piazza Affari c’è A2A, +3,5%: ieri l’assemblea che ha approvato i conti e confermato i vertici.
Maggiori ribasso invece per Stellantis (-6,36%), nonostante una trimestrale che ha indicato il ritorno alla redditività nel primo trimestre 2026, con un miglioramento su base annua di tutti i principali indicatori finanziari.
Tra gli altri titoli, +0,93% per Intesa Sanpaolo. L’assemblea degli azionisti della banca ha approvato il dividendo da 3,3 miliardi di euro e buyback per 2,3 miliardi. “Il 2025 si è chiuso con i migliori risultati nella storia di Intesa Sanpaolo – ha sottolineato il consigliere delegato Carlo Messina -. Abbiamo conseguito un utile netto pari a 9,3 miliardi di euro, con una redditività tra le più elevate nel panorama bancario europeo, pari al 18% di Roe e al 22% di Rote”.
Negli Stati Uniti il giorno dopo la decisione della Federal Reserve di lasciare invariati i tassi di interesse, l’inflazione sui consumi personali di marzo è salita al 3,5%, come da attese. Il Pil americano, dato annualizzato, è cresciuto dallo 0,5 al 2%. Leggermente meno del previsto le nuove richieste di disoccupazione.
Ne ha beneficiato soprattutto l’indice Dow Jones, che avanza dell’1,25%; +0,40% per l’S&P 500, Sulla parità invece il Nasdaq.
Sul listino tecnologico gli occhi sono puntati sull’andamento delle big del settore, dopo la pubblicazione dei risultati trimestrali. Spicca Alphabet, +7%, Meta invece -9%, Amazon -1,70%, Microsoft lascia sul terreno il 5%.
In lieve calo rispetto alle scorse ore le quotazioni del petrolio che però restano su livelli elevati, con il Brent sopra 114 dollari al barile, -3%, mentre il Wti torna a 104 dollari al barile.
