Prima, dopo e oggi. Le immagini satellitari che mostrano Amatrice nel maggio del 2016, all’indomani del terremoto dell’agosto 2016 e nel luglio del 2026 documentano la distruzione provocata dal sisma e le trasformazioni avvenute nel decennio successivo.
Erano le 3.36 del 24 agosto 2016 quando una scossa di magnitudo 6.0 colpì l’Appennino centrale. Il terremoto provocò 299 morti: 237 ad Amatrice, 51 ad Arquata del Tronto e 11 ad Accumoli. I feriti furono 388.
Quella del 24 agosto fu l’inizio di una lunga sequenza sismica che interessò Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria. Il 26 e il 30 ottobre nuove forti scosse colpirono il Centro Italia: quella del 30 ottobre, con magnitudo 6.5 ed epicentro nell’area di Norcia, fu ancora più forte.
Il sisma di Amatrice rappresentò anche uno dei primi casi di impiego operativo delle tecnologie satellitari per misurare le deformazioni del suolo. Nelle ore successive alla scossa, i ricercatori del Cnr-Irea elaborarono immagini radar riprese prima e dopo il terremoto, rilevando un abbassamento del terreno fino a circa 20 centimetri nell’area di Accumoli.
Oggi, spiega il CNR, l’evoluzione di queste tecniche e la maggiore disponibilità dei dati satellitari hanno consentito di passare dall’analisi dei singoli eventi a sistemi permanenti di monitoraggio, utilizzati anche per aree vulcaniche come i Campi Flegrei e fenomeni di subsidenza e dissesto idrogeologico.
Dieci anni dopo, la ricostruzione è ancora in corso. Secondo i dati del Commissario straordinario, aggiornati al 28 maggio 2026, ad Amatrice sono stati censiti 4.333 edifici danneggiati dal sisma. Gli interventi conclusi hanno consentito finora di recuperarne 1.628. Sul territorio comunale risultano attivati 828 interventi di riparazione e ricostruzione, con 348 cantieri completati, mentre circa il 72% degli edifici danneggiati è ormai inserito nel percorso di ricostruzione.
Ad Amatrice, secondo i dati raccolti da Reuters, è stato ripristinato il 38% degli immobili danneggiati. Il ritmo dei lavori è aumentato nell’ultimo anno, ma nel centro storico molte delle strutture distrutte nel 2016 non sono ancora state ricostruite.