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Home » Le reti fantasma e la minaccia all’ecosistema marino. Nave Gregoretti al lavoro per salvare il mare
Società

Le reti fantasma e la minaccia all’ecosistema marino. Nave Gregoretti al lavoro per salvare il mare

Di Sala Notizie12 Marzo 20263 min di lettura
Le reti fantasma e la minaccia all’ecosistema marino. Nave Gregoretti al lavoro per salvare il mare
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A Largo di Ischia, a maggio 2025, l’Area Marina Protetta, Regno Nettuno di Ischia, ha identificata una delle cosiddette “reti fantasma” e, dopo mesi di lavoro, l’11 e il 12 marzo 2026, Nave Gregoretti e il nucleo operatori subacquei, entrambi della Guardia Costiera, hanno provveduto alla sua rimozione.

Il lavoro, in collaborazione con il Reparto Ambientale Marino presso il Ministero dell’ Ambiente, l’amp Regno di Nettuno di Ischia e l’Ispra, ha portato fuori dl mare una rete da circuizione di circa 300 metri lineari, ovvero una di quelle utilizzate per la pesca industriale che circondano i banchi di pesci per intrappolarli. 

Recupero reti fantasma al largo di Ischia (rainews)

I pericoli delle reti

Con “reti fantasma” si intendono le reti ma anche le lenze, gli ami o altri attrezzi da pesca che sono stati abbandonati o persi in mare e che, rimanendo sui fondali, possono intrappolare, ferire e uccidere pesci, tartarughe, cetacei e coralli. Rimuoverle è essenziale per restituire libertà agli ecosistemi .

Oltre a poter imprigionare gli animali, le reti, essendo composte per la maggior parte da plastica, possono rilasciare particelle inquinanti e, inoltre, distruggere la tridimensionalità del fondale perché, sotto la spinta delle correnti, avvolgono e abradono gli organismi.

Antonino Miccio, direttore dell’area marina protetta Regno di Nettuno, spiega: “Le aree marine protette sono riserve che hanno lo scopo di facilitare il ripopolamento delle specie, quindi chi va a pescare in queste zone fa un danno all’ambiente, agli altri ma anche a se stesso, perché sta togliendo il pescato futuro”.

La tutela dell’ambiente marino, tra le funzioni della Guardia Costiera

Il Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera è un’Istituzione composta da circa 11.000 donne e uomini, distribuiti in oltre 280 Comandi territoriali che esercitano le proprie, molteplici, attribuzioni sul mare, lungo le coste del Paese e sui laghi maggiori italiani, con l’ausilio della componente aeronavale e di professionalità specialistiche (soccorritori/aerosoccorritori marittimi, operatori subacquei, esperti in materia ambientale).

Oggi la Guardia Costiera italiana, che mantiene sempre un legame con gli alti valori e le tradizioni della sua lunga storia, ha anche un forte carattere tecnologico, professionale e operativo e le sono storicamente affidate la disciplina e la vigilanza su tutte le attività marittime e portuali relative agli usi civili e produttivi del mare.

Oltre al suo compito primario: assicurare la salvaguardia della vita umana in mare, la Guardia Costiera garantisce la sicurezza della navigazione e del trasporto marittimo, la difesa dell’ambiente marino, l’attività di vigilanza sull’intera filiera della pesca e la tutela del patrimonio archeologico sommerso. 

Il Capitano di Corvetta Salvatore Francesco Malaponti: “Questa operazione è il punto di arrivo di un lungo lavoro ed è la dimostrazione che la sinergia tra istituzioni porta a risultati vantaggiosi: abbiamo tolto dal mare un elemento minaccioso per l’ambiente che rischiava di rovinare habitat ed ecosistema”.

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