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Home » Le sanzioni americane al collettivo italiano “Autistici/Inventati”
Scienza e Tecnologia

Le sanzioni americane al collettivo italiano “Autistici/Inventati”

Di Sala Notizie29 Agosto 20266 min di lettura
Le sanzioni americane al collettivo italiano “Autistici/Inventati”
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Il 26 agosto il segretario di Stato Marco Rubio e il segretario al Tesoro Scott Bessent hanno annunciato di aver deciso di applicare sanzioni antiterrorismo nei confronti del collettivo Autistici/Inventati, che ha sede in Italia. La legge federale americana conferisce al Dipartimento del Tesoro ampia discrezionalità nell’attribuire l’etichetta di “organizzazione terroristica” a gruppi stranieri. 

Molti dei gruppi anarchici, antifascisti e di estrema sinistra negli Stati Uniti e all’estero utilizzano i servizi offerti da A/I Collective, tra cui posta elettronica anonima e la popolare piattaforma di blogging noblogs.org.

Nel medesimo pacchetto di misure restrittive, applicate nell’ambito di una strategia più ampia contro il dissenso radicale, oltre ad A/I rientrano sigle internazionali come Palestine Action e Masar Badil, 

La base legale è l’Executive Order 13224, firmato dopo l’11 settembre 2001, che consente di colpire chiunque abbia “materialmente assistito, sponsorizzato o fornito supporto finanziario, materiale o tecnologico” a un atto di terrorismo. La formula “supporto tecnologico” è il perno di tutta la vicenda, perché è quella che permette di trattare un provider di servizi come un fiancheggiatore.

La pratica di designare una piattaforma Internet e un fornitore di servizi come gruppo terroristico — anziché coloro che perseguono direttamente la violenza — ha implicazioni “enormi” per il futuro della libertà di espressione su Internet, ha avvertito Jillian York, direttrice per la libertà di espressione internazionale presso l’Electronic Frontier Foundation: “Stanno prendendo di mira il messaggero. Non credo che i membri del gruppo approverebbero necessariamente le azioni delle persone che ospitano. Ciò che approvano è la libertà di ospitare, la possibilità di rimanere anonimi, la possibilità di mantenere la privacy”.

Abbiamo chiesto al professor Pierluigi Paganini, docente di Cybersicurezza alla Luiss -Guido Carli, cosa significa la decisione americana.

Il collettivo A/I intanto ha dichiarato a “The Intercept” che sta “valutando le opzioni legali a sua disposizione per opporsi alle sanzioni, che impediscono ai cittadini e alle aziende statunitensi di fornire sostegno finanziario al gruppo”. In una nota, il gruppo ha affermato di respingere le accuse del governo statunitense. “L’antifascismo e l’anticapitalismo non sono terrorismo”, ha dichiarato il gruppo. “Manifestare non è terrorismo. E tutti hanno il diritto di esprimersi e di lottare per l’umanità”.

I gruppi che utilizzano i servizi dell’A/I Collective spaziano da un programma radiofonico anarchico ad Asheville, nella Carolina del Nord, a un blog che documenta gli attacchi ai “centri di crisi per la gravidanza” antiabortisti sotto lo pseudonimo di Jane’s Revenge, fino alla Fiera del Libro Anarchica di Seattle. Mercoledì la fiera del libro ha avvertito che il proprio sito web “molto probabilmente smetterà presto di funzionare a causa delle sanzioni statunitensi contro Noblogs”.

Intanto, dal 28 mattina è impossibile raggiungere il sito: appare la scritta “Errore. Impossibile raggiungere il sito”. Bloccato anche l’account Paypal e i servizi di posta elettronica.

server ((Pixabay))

In cosa consiste la sanzione

Autistici/Inventati è stato aggiunto alla Specially Designated Nationals and Blocked Persons List dell’Ofac con la sigla SDGT, Specially Designated Global Terrorist. La base giuridica è l’Executive Order 13224, emanato nel settembre 2001 e successivamente modificato, che consente al governo americano di bloccare beni e transazioni di soggetti accusati di terrorismo o di sostegno materiale, finanziario o tecnologico ad attività terroristiche. La designazione non coincide tecnicamente con l’inserimento nella lista delle Foreign Terrorist Organizations, le organizzazioni terroristiche straniere, ma produce conseguenze economiche rilevanti: tutti i beni e gli interessi patrimoniali riconducibili al collettivo che si trovino negli Stati Uniti o sotto il controllo di soggetti americani vengono congelati; salvo specifiche autorizzazioni, cittadini e società statunitensi non possono inoltre effettuare transazioni che coinvolgano l’organizzazione. Anche istituzioni finanziarie straniere possono esporsi a sanzioni nel caso in cui facilitino determinate operazioni a favore di soggetti designati. L’Ofac ha tuttavia previsto una fase transitoria. Con la General License 36 ha autorizzato fino alle 00.01 del 25 settembre 2026 le operazioni normalmente necessarie alla chiusura dei rapporti già esistenti con Autistici/Inventati, concedendo a provider, intermediari e altri soggetti coinvolti circa un mese per interrompere i rapporti senza violare immediatamente il regime sanzionatorio.

uno dei libri del collettivo

uno dei libri del collettivo (@autistici.org)

La storia del collettivo

Tutto nasce il 3 marzo 2001, come si legge sulla testata indipendente Sabot Media, quando “una decina di persone si riunirono all’hacklab LOA di Milano attorno a un computer assemblato con componenti di scarto. Una banca aveva venduto loro un vecchio server al prezzo simbolico di 15.000 lire, circa otto dollari. Lo ampliarono con componenti di recupero, tra cui un disco rigido prelevato dal computer di casa di qualcuno. Nessuno arrivò con un progetto formale. I pacchetti software venivano valutati uno alla volta. Ogni decisione veniva discussa finché tutti non erano d’accordo. Il mese successivo entrò in rete, ospitando due domini e due storie intrecciate: Autistici.org e Inventati.org.” 

Autistici/Inventati non è apparso dal nulla. Le sue radici affondano in oltre un decennio di organizzazione autonoma italiana, radio pirata, BBS (bulletin board system), centri sociali occupati, movimenti anticapitalisti e sperimentazione con i computer come strumenti politici. Durante gli anni ’90, reti come l’European Counter Network e Isole nella Rete fornivano spazi online ai movimenti sociali, quando Internet era ancora sconosciuto a gran parte del pubblico.

Gli Hackmeeting italiani riunivano programmatori, attivisti, artisti e curiosi di tecnologia all’interno di spazi autogestiti. Gli Hacklab sorsero nei centri sociali occupati, dove le persone potevano imparare Linux, costruire reti e considerare la conoscenza tecnica come qualcosa da condividere piuttosto che da vendere. I futuri membri di A/I provenivano da diverse parti del mondo. A Milano, le persone legate all’hacklab LOA utilizzavano il nome Autistici per descrivere il loro intenso fascino per la tecnologia e il desiderio di smascherare le dinamiche politiche nascoste al suo interno. A Firenze, il progetto Inventati era più orientato alla comunicazione, all’editoria e all’organizzazione di movimenti. Tra i suoi progetti figuravano Stampa Clandestina, un giornale destinato ad essere affisso direttamente sui muri della città, e Spia la Spia, un’iniziativa volta a mappare le telecamere di sorveglianza nei luoghi pubblici.

Erano coinvolte anche persone provenienti da Bologna e da altre località. Molti hanno partecipato alle prime fasi di sviluppo di Indymedia Italia, parte della rete internazionale di pubblicazione aperta che consentiva ai manifestanti e ai semplici partecipanti di raccontare gli eventi senza dover attendere che fossero i giornalisti professionisti a mediarli.

L’intenzione non era quella di sostituire l’infrastruttura esistente del movimento con un nuovo fornitore centrale, bensì di moltiplicarla. Se ci fossero state migliaia di server autonomi, ragionavano, nessun singolo raid o sequestro avrebbe potuto interrompere le comunicazioni di tutti. Autistici fornì gran parte delle competenze tecniche. Inventati apportò la propria esperienza nell’editoria, nel lavoro culturale e nella comunicazione del movimento. Insieme diedero vita ad Autistici/Inventati, solitamente abbreviato in A/I. L’associazione legale del collettivo si chiamava Investici, ma A/I non divenne mai un’organizzazione convenzionale. Non c’è un coordinatore, un leader ufficiale né un portavoce permanente. Le decisioni prese collettivamente piuttosto che a maggioranza. Le risorse provenivano da donazioni volontarie, eventi di beneficenza e dal lavoro delle persone che lo gestiscono. Il doppio nome era intenzionale. A/I era una creatura dalle due facce: una tecnica, l’altra comunicativa; una rivolta verso la macchina (chiamata “Paranoia”), l’altra verso i movimenti che ne avevano bisogno.

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