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Home » Le scuse del cronista Adriano Cappellari: “Mi sono inventato tutto: l’attentato non era vero”
Cronaca

Le scuse del cronista Adriano Cappellari: “Mi sono inventato tutto: l’attentato non era vero”

Di Sala Notizie7 Agosto 20264 min di lettura
Le scuse del cronista Adriano Cappellari: “Mi sono inventato tutto: l’attentato non era vero”
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“Sono qui oggi perché sento il dovere di chiedere scusa”. Inizia così la lettera che Adriano Cappellari, l’aspirante giornalista di Enego (Vicenza) accusato dalla Procura di aver messo in scena l’attentato incendiario alla sua abitazione per simulare di essere vittima della malavita, ha consegnato alla pm Alessia Grenna. L’interrogatorio di Cappellari, accompagnato dall’avvocato e sindaco di Asiago Roberto Rigoni Stern, è durato circa due ore. “Molti mi hanno creduto, mi hanno difeso e hanno sofferto insieme a me. A tutti loro chiedo sinceramente perdono, perché ho tradito la loro fiducia”, spiega il giovane. 
 

Adriano Cappellari è ritenuto responsabile dei reati di incendio, calunnia e simulazione di reato continuate, procurato allarme, truffa in danno di ente pubblico. 

Lo aveva scritto la procura di Vicenza in un comunicato che fa seguito alla perquisizione dei carabinieri di Bassano del Grappa, avvenuta nei giorni scorsi a casa del giovane giornalista residente a Enego. 

Il cronista avrebbe fabbricato da solo il materiale incendiario che deflagrò in prossimità della sua abitazione danneggiando quelle vicine lo scorso 30 maggio. Anche la lettera minatoria, rivolta a sé stesso e alle figure di Don Patriciello e della premier Giorgia Meloni, sarebbe opera sua. 

Gli inquirenti hanno ricostruito gli acquisti, effettuati online, di cartucce di gas butano/propano e di sei bottiglie di alcol etilico denaturato.

 

Il testo integrale della lettera di Cappellari

“Buongiorno a tutti. Sono qui oggi perché sento il dovere di chiedere scusa.

Le mie prime parole sono rivolte a tutte le persone che mi hanno dimostrato affetto, vicinanza e solidarietà in questi giorni. Molti mi hanno creduto, mi hanno difeso e hanno sofferto insieme a me. A tutti loro chiedo sinceramente perdono, perché ho tradito la loro fiducia.

Chiedo scusa anche alla mia famiglia, agli amici, alla comunità del mio paese, alle istituzioni, alle Forze dell’Ordine e a tutti coloro che, a causa del mio comportamento, sono stati coinvolti in una vicenda che non avrei mai dovuto creare.

Non cerco giustificazioni. Quello che è accaduto è grave e ne sono pienamente consapevole.

Posso solo dire che, durante un periodo segnato da un clima di forte contrapposizione nel mio paese, in coincidenza con la campagna elettorale, mi sono lasciato sopraffare dalle emozioni, dalla paura e da un profondo disagio personale. Ho perso lucidità e ho compiuto un gesto senza rendermi realmente conto delle conseguenze che avrebbe avuto sulla mia vita e su quella di tante altre persone.

Oggi sto vivendo un dramma umano che faccio fatica a gestire, anche per la mia giovane età. Ma questo non diminuisce in alcun modo la mia responsabilità.

Ho deciso, insieme ai miei difensori, di collaborare pienamente con l’Autorità Giudiziaria affinché ogni aspetto della vicenda possa essere chiarito nel modo più completo e nel più breve tempo possibile. È una scelta che nasce dal rispetto per la giustizia e dalla volontà di assumermi fino in fondo le responsabilità delle mie azioni.

Affronterò il percorso che mi attende con senso di responsabilità, accettando le decisioni che verranno assunte. So che dovrò pagare per gli errori che ho commesso ed è giusto che sia così.

Vorrei anche trasformare questo errore in un’occasione per fare qualcosa di utile. Per questo ho espresso la mia disponibilità a mettermi al servizio di don Patriciello e delle iniziative che vorrà indicarmi, nella speranza di poter dare un piccolo contributo concreto a favore della legalità e di chi vive situazioni difficili. So bene che questo non cancellerà quanto è accaduto, ma desidero che il mio impegno possa rappresentare un primo passo per cercare di riparare, almeno in parte, al danno che ho causato.

So che sarà difficile recuperare la fiducia delle persone. Forse per qualcuno non sarà mai possibile. Non pretendo comprensione né indulgenza. Posso soltanto chiedere scusa e impegnarmi affinché i miei comportamenti futuri dimostrino di aver compreso fino in fondo la gravità di quanto ho fatto.

A tutti coloro che ho deluso, ferito o messo in difficoltà rivolgo ancora una volta le mie più sincere scuse.

Spero che il tempo, il rispetto delle regole e il mio impegno possano consentirmi, un giorno, di ricostruire la mia vita e di riconquistare almeno una parte della fiducia che oggi ho perduto.”

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