Il tatuaggio con il volto di Desiree sul braccio. Lo accarezza con dolcezza Barbara Mariottini. L’amore di una mamma impresso sulla pelle, ma anche il suo dolore, tornato a farsi ancora più insopportabile dopo la pronuncia del Tribunale civile: 75mila euro di indennizzo a lei e al padre della 16enne. Fondi del Viminale per le vittime di crimini violenti, perché chi ha ucciso Desiree, Yusef Salia, e gli tre altri aguzzini che ne hanno abusato e l’hanno lasciata morire sono nullatenenti.
“Lo Stato si assuma le proprie responsabilità. I 4 condannati erano irregolari, gravati da un decreto di espulsione, eppure erano in uno stabile occupato, in via dei Lucani, dove spacciavano”, lo sfogo di Barbara Mariottini.
Desiree stordita da un mix di droghe, violentata, vista agonizzare in un palazzo fatiscente a San Lorenzo.
“12 ore di martirio e nessuno ha chiamato i soccorsi. Desiree poteva essere salvata”.
I legali della famiglia avevano chiesto 900mila euro di risarcimento. Sono stati riconosciuti 25mila euro per l’abuso e 50mila per l’omicidio.
Si ricorrerà in appello, perché con Desiree, quel 19 ottobre del 2018, è morta l’innocenza, ma anche una parte di chi l’amava. “Nessun risarcimento mi restituirà mia figlia, il mio dolore sarà eterno”, dice tra le lacrime mamma Barbara.
L’indennizzo per la morte di Desirée. Parla la madre della sedicenne uccisa a San Lorenzo
Di Sala Notizie2 min di lettura
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