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Home » L’Italia resta sotto procedura Ue
Economia e Finanza

L’Italia resta sotto procedura Ue

Di Sala Notizie22 Settembre 20264 min di lettura
L’Italia resta sotto procedura Ue
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Il debito nel 2025 è pari al 136,7% del Pil, in aumento dal 134,2% del 2024. È quanto risulta dai dati contenuti nella nota dell’Istat sui Conti economici nazionali 2010-2025, da cui emerge una revisione al ribasso del dato dello scorso anno, rispetto alla precedente stima di aprile (137,1%). Dalle tabelle risulta una limatura al ribasso anche per il debito del 2024 (ad aprile era stimato al 134,7%). Limati anche i dati dei due anni precedenti: il dato del 2023 è rivisto al 134% (dal 133,9%), quello del 2022 al 138,3% (dal 138,4).

“Il rapporto tra indebitamento delle Amministrazioni pubbliche e Pil (-3,1%) è rimasto invariato rispetto alle stime di aprile scorso”, aggiunge l’Istat. Si conferma poi il saldo primario, passato dallo +0,5% del 2024 allo +0,8%. La spesa per interessi è cresciuta del 2,0%, in rallentamento rispetto all’anno precedente. 

La revisione dell’Istat sul deficit del 2025 evidenzia un “peggioramento” della stima per 355 milioni. Per il 2025, si spiega, la revisione “è stata al rialzo sia per le entrate, 1.991 milioni, sia per le uscite, 2.346 milioni, con un peggioramento della stima dell’indebitamento netto di -355 milioni”.
“Per le entrate le revisioni sono imputabili a rettifiche nella stima della produzione vendibile e per uso proprio, delle altre entrate correnti e delle entrate in conto capitale. Queste revisioni al rialzo sono state in parte compensate da quelle al ribasso delle imposte, in particolare quelle indirette sull’energia, e dei contributi sociali. La revisione delle uscite correnti è risultata di -142 milioni, a sintesi di  rettifiche positive per le altre uscite correnti di +1.271 milioni e negative per tutte le altre poste. Le uscite in conto capitale sono state riviste al rialzo, principalmente per gli investimenti”.

Nel 2025 pressione fiscale al 42,9%, in aumento dello 0,7%

Nel 2025 la pressione fiscale si è portata a 42,9% del Pil, in crescita di 0,7 punti percentuali rispetto al 2024. Lo rileva l’Istat diffondendo le statistiche sui conti economici nazionali.

Istat rivede al rialzo Pil 2025, +0,6% 

Nel 2025 il tasso di variazione del Pil in volume è stato pari a 0,6%, 0,1 punti percentuali in più rispetto alla stima del marzo scorso. Lo comunica l’Istat diffondendo le statistiche sui conti  economici nazionali 2010-2025. Sulla base dei nuovi dati, nel 2024 il Pil in volume è aumentato dell’1,1%, con una revisione positiva di 0,3 punti percentuali.

Ue, per uscire dalla procedura a novembre deficit 2025 deve essere sotto il 3%

Perché la Commissione possa proporre a novembre l’uscita dell’Italia dalla procedura per deficit eccessivo, il dato sul deficit 2025 nella notifica Eurostat del 21 ottobre deve risultare inferiore al 3% del Pil.
Lo precisa un portavoce dell’esecutivo Ue dopo il dato comunicato oggi dall’Istat, che ha confermato il valore al 3,1%.
“Affinché la Commissione possa proporre l’abrogazione della procedura per deficit eccessivo per l’Italia nel pacchetto d’autunno del Semestre europeo a novembre, la notifica Pde dell’ottobre 2026 dovrebbe indicare per il 2025 un deficit inferiore al valore di riferimento del 3% del Pil”. 

“Le revisioni tra le notifiche sulla procedura per deficit eccessivo (Pde) di primavera e d’autunno sono normali e riflettono l’integrazione di informazioni statistiche nuove e migliorate, man mano che nel corso dell’anno diventano disponibili dati più completi”, ricorda più nel dettaglio il portavoce della Commissione.

“Oggi l’Istat ha pubblicato una notifica sul deficit e sul debito delle amministrazioni pubbliche per gli anni precedenti, compreso il 2025. I dati rivisti mostrano che nel 2025 l’indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil si è attestato al -3,1%. Eurostat pubblicherà il 21 ottobre i dati definitivi convalidati relativi alla notifica Pde rivista per il 2025”.

“Affinché la Commissione possa proporre l’abrogazione della procedura per deficit eccessivo per l’Italia nel pacchetto d’autunno del Semestre europeo, a novembre, la notifica Pde dell’ottobre 2026 dovrebbe indicare per il 2025 un deficit inferiore al valore di riferimento del 3% del Pil”, conclude.

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