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Home » Maltempo, nel fine settimana pericolo valanghe elevato sull’arco alpino
Cronaca

Maltempo, nel fine settimana pericolo valanghe elevato sull’arco alpino

Di Sala Notizie21 Febbraio 20263 min di lettura
Maltempo, nel fine settimana pericolo valanghe elevato sull’arco alpino
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Maltempo, nel fine settimana pericolo valanghe elevato sull’arco alpino

In diverse località dell’arco alpino, negli ultimi giorni, si sono verificate valanghe spontanee anche di grandi dimensioni. L’allerta dai Carabinieri del Comando Unità Forestali Ambientali e Agroalimentari. Il 16 febbraio una nube bianca ha avvolto la frazione di Breuil-Cervinia per il distacco di una valanga di grandi dimensioni dal monte Cervino mentre un altro imponente distacco ha interessato il vallone di Falcemagna a Bussoleno (TO) sulle Alpi Cozie. In entrambi i casi non ci sono stati danni a cose o persone come invece è accaduto in Valle d’Aosta il 15 e 19 febbraio in cui non sono purtroppo mancati incidenti con gravi conseguenze per valanghe provocate dal passaggio di sciatori ed escursionisti.

L’anticiclone delle Azzorre 
Per il fine settimana, dopo una lunga fase di instabilità caratterizzata da una serie di impulsi perturbati di matrice atlantica, l’anticiclone delle Azzorre favorirà sulle nostre regioni condizioni di bel tempo e un rialzo termico diurno a partire dai quadranti occidentali. Sull’arco alpino il pericolo valanghe si mantiene su livelli elevati a causa delle recenti abbondanti nevicate e per l’azione del vento, a cui si aggiunge, a causa del previsto rialzo delle temperature, la possibilità di nuovi distacchi spontanei sia di neve di superficie che di fondo.

Sulle Alpi Giulie e sulle Alpi Carniche orientali il grado di pericolo è forte 4 oltre i 1500 metri, marcato 3 alle basse quote. Il manto nevoso presenta accumuli irregolari e lastroni da vento.

Pericolo marcato 3
Si sconsigliano le attività alle alte quote al di fuori dei comprensori controllati. Su Alpi Carniche orientali, Dolomiti e Prealpi, il pericolo è marcato 3. Anche qui incide il recente apporto di neve fresca e l’azione del vento. Sui pendii ripidi, soprattutto dove si sono formati accumuli di neve, sono possibili distacchi anche con debole sovraccarico.

Il quadro è ancora più impegnativo su Alpi Retiche e Alpi Orobiche, dove il grado di pericolo valanghe è forte 4, caratterizzato dal problema valanghivo: “lastroni da vento”.
Alle basse quote il grado di pericolo scende a marcato 3.

In queste condizioni si sconsigliano le attività alle alte quote al di fuori di comprensori controllati e piste battute. Sulle Prealpi Lombarde il grado di pericolo è moderato 2. In questi settori, oltre agli accumuli recenti, incide la presenza di strati deboli nel vecchio manto nevoso e la brina di superficie sepolta, pertanto – continuano i Carabinieri – si invita alla massima prudenza sui pendii ripidi e sulle zone di passaggio sottovento. Sull’arco alpino occidentale, dove nel corso della settimana sono state osservate valanghe anche di dimensioni molto grandi, il grado di pericolo va da MARCATO 3 a FORTE 4. 

Qui la combinazione di neve lavorata dal vento, nuovi accumuli e la possibilità del distacco spontaneo delle cornici con una quota di zero termico prevista fino a 3000 metri nella giornata di domenica sui rilievi Sud occidentali, mantiene una situazione di instabilità: evitare pendii ripidi, creste e canaloni per un pericolo di distacco anche con modeste sollecitazioni.

Sulla dorsale appenninica le condizioni più critiche del manto nevoso si segnalano sui pendii dell’Italia centrale. Sui massicci laziali – Terminillo, monti Reatini, monti della Laga Ovest, Simbruini e Monti della Meta – il pericolo è MARCATO 3 alle quote superiori (moderato 2 più in basso), legato soprattutto a neve ventata e localmente, alle quote inferiori, neve bagnata.
 

In Abruzzo (Gran Sasso Ovest, Gran Sasso Est, Laga Est, Majella, Parco Nazionale d’Abruzzo, Velino-Sirente) il grado di pericolo è marcato 3 alle quote più elevate. Il quadro indica criticità anche per cornici e accumuli da vento su alcuni massicci: evitare i versanti sottovento e le zone prossime ai bordi di cresta.

 

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