Continuano le indagini sul caso di Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi, madre e figlia, morte a causa di avvelenamento subito dopo lo scorso Natale. La Procura di Larino che coordina le indagini, secondo quanto si apprende, ha stabilito che il 4 maggio la polizia si recherà di nuovo presso la casa della famiglia Di Vita a Pietracatella per prelevare tutti i dispositivi elettronici (cellulari, computer, tablet, chiavette usb) appartenuti alle due vittime, per la cui morte sono stati iscritti nel registro degli indagati cinque medici.
Gianni Di Vita, marito e padre delle vittime, parte offesa nel procedimento per duplice omicidio premeditato, è stato nuovamente sentito, due giorni fa, dalla Squadra Mobile. Stando a quanto si apprende da fonti investigative, l’interrogatorio – sempre come persona informata dei fatti – è avvenuto nella massima riservatezza negli uffici della Questura. Si è trattato di una deposizione abbastanza lunga: almeno 4-5 ore.
Per quello che riguarda gli apparati tecnologici delle vittime, come già accaduto per lo smartphone sequestrato il mese scorso ad Alice Di Vita, saranno affidati al laboratorio digitale della Procura di Campobasso per le attività di acquisizione forense che la procura delegherà successivamente con un atto a parte.
