Un intervento a tutto campo che spazia dalle riforme scolastiche alla gestione dei conti pubblici, passando per le relazioni interne alla maggioranza e il confronto con le opposizioni. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è stata protagonista negli studi Rai per il doppio appuntamento serale condotto da Bruno Vespa a Cinque Minuti e Porta a Porta.
Uno dei passaggi centrali delle interviste ha riguardato l’interpretazione delle parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sull’integrazione scolastica. Meloni ha respinto la lettura di chi ha visto nei richiami del Colle una contestazione all’operato dell’esecutivo, affermando che secondo lei il Capo dello Stato sostiene la necessità di superare le classi ghetto e non di crearle. In questa esatta direzione, ha spiegato la premier, si muove l’iniziativa del governo di introdurre un tetto del 30% nelle aule, chiarificando che la misura riguarda specificamente i ragazzi stranieri che non parlano la lingua italiana per favorire classi più equilibrate.
Ricordando come lo stesso Mattarella, quando era ministro dell’Istruzione, redigesse circolari volte a non concentrare gli alunni stranieri, la premier ha definito l’intervento una scelta di buonsenso. Sempre sul fronte scolastico, Meloni ha difeso il divieto del burqa negli istituti, bollandolo come un provvedimento a tutela della sicurezza e privo di intenti discriminatori, già adottato peraltro in diversi Paesi a maggioranza islamica.
La premier Giorgia Meloni ospite di Porta a porta – 22/09/26 (Ansa)
Conti pubblici, PIL e stoccata all’Istat
Ampio spazio è stato dedicato allo stato della finanza pubblica. Meloni ha espresso forte rammarico per i dati sul deficit, sceso dall’8,1% al 3,08%, evidenziando come una manciata di decimali sotto la soglia del 3% avrebbe garantito l’uscita anticipata dalla procedura d’infrazione europea.
Nel commentare i quadri economici, la presidente del Consiglio ha manifestato perplessità sulle rilevazioni dell’Istat e della Commissione Europea, lamentando come le stime della crescita italiana vengano costantemente riviste al rialzo solo a posteriori e auspicando che non ci sia una tendenza a sottostimare la forza degli italiani o l’efficacia del governo. Tra le cause strutturali che frenano la crescita nazionale, Meloni ha citato la bassa produttività, gli investimenti ancora insufficienti e l’alto costo dell’energia, rivendicando tuttavia l’accelerazione sulle fonti rinnovabili e sull’estrazione del petrolio nazionale.
La premier Giorgia Meloni ospite di Porta a porta – 22/09/26 (Ansa)
Politica interna: legge elettorale, opposizioni e il caso Vannacci
Nel dibattito politico, la premier ha affrontato il nodo della legge elettorale dopo il reinserimento delle preferenze, spiegando che la possibilità per i cittadini di scegliere i propri rappresentanti costituisce una vittoria: qualora sul provvedimento alla Camera dovesse emergere la mancanza della fiducia al governo, l’esecutivo ne prenderà atto.
Rispondendo alle indiscrezioni su presunte elezioni anticipate a primavera, la presidente del Consiglio ha scherzato dicendo che molti non vedono l’ora di liberarsi del governo, ma ha confermato la solidità del mandato. Riguardo ai rapporti con le opposizioni, Meloni ha riconosciuto Elly Schlein come la sua interlocutrice naturale nel rispetto delle regole democratiche, punzecchiando però il campo largo sull’estensione delle semplificazioni della Zes Unica al Sud, misura in arrivo in Consiglio dei Ministri che la sinistra in passato criticava e che ora propone come idea unitaria.
Un affondo particolarmente duro è stato riservato a Roberto Vannacci. Pur dichiarando di non avere elementi per definirlo un cavallo di Troia della Russia, la premier ha espresso profondo sconcerto per l’uso, da parte di pagine da lui rilanciate, di argomenti legati alla propaganda russa che la accusavano di fare uso di droghe o di relazioni personali con il presidente ucraino.
Di fronte a simili accuse infamanti verso chi rappresenta l’Italia, Meloni ha sottolineato come ci si aspetti da un sedicente patriota una presa di posizione chiara, constatando come finora sia invece prevalso il silenzio.
La premier Giorgia Meloni ospite di Cinque minuti (Ansa)
Sanità regionale e tutela dei salari
Sollecitata sulle critiche dei governatori di opposizione relative ai finanziamenti per la sanità, la Presidente del Consiglio ha rispedito le accuse al mittente definendole strumentali e ricordando che le misure da 2,4 miliardi non gravano sui bilanci regionali poiché rimborsate dallo Stato, contrariamente a quanto avvenuto con i bonus edilizi dell’era Conte.
Infine, sui redditi da lavoro, Meloni ha evidenziato come gli stipendi abbiano ripreso a crescere del 3% invertendo la stagnazione del decennio precedente. Per consolidare questo trend, la Premier ha annunciato l’intenzione di confermare nella prossima legge di bilancio la detassazione al 5% degli aumenti contrattuali nel settore privato, una misura che ha già portato benefici a oltre quattro milioni di lavoratori.

