
Riduce fino al 21% il rischio di tumore della mammella, del 19% quello del colon-retto e dello stomaco, del 15% il carcinoma della vescica e del 12% i tumori del rene. L’attività fisica regolare abbassa in modo significativo anche il rischio di ipertensione, malattie cardiovascolari, ictus e diabete e riduce la mortalità generale fino al 30% rispetto alla sedentarietà. Bastano 30 minuti al giorno di esercizio moderato, nella maggior parte dei giorni della settimana, per ottenere benefici concreti sulla salute. Parte da qui la campagna InFormaTeen, voluta dalla Federazione degli Oncologi, Cardiologi e Ematologi (FOCE), assieme a CONI, FIGC e Poste Italiane, e presentata in occasione dei Giochi olimpici invernali.
“Lo sport cerca il primato olimpico, ma è anche una grande scuola formativa”, ha detto il vice presidente del CONI, Marco Di Paola. “L’articolo 33 della Costituzione ci ha attribuito dei compiti ulteriori – il benessere psicofisico, la formazione e l’inclusione sociale -, che il CONI si sente di assumere. È importante promuovere quei valori che possono aiutare a migliorare la qualità della vita delle persone. Ci sentiamo vicini a questa iniziativa e vogliamo dare il nostro contributo”, ha aggiunto Di Paola.
Sedentarietà e stili di vita a rischio
In Italia il 35% della popolazione è sedentaria e tra gli adolescenti la quota sale fino al 25%, un dato che si accompagna alla diffusione di altri comportamenti scorretti come fumo, abuso di alcol e alimentazione non equilibrata. “La prevenzione delle malattie oncologiche deve iniziare da giovanissimi”, sottolinea Francesco Cognetti, presidente di Foce. “Il ruolo dello sport nel ridurre il rischio di molte neoplasie è ancora sottovalutato, nonostante le prove scientifiche siano evidenti”.L’attività fisica regolare contribuisce a ridurre i livelli di estrogeni e di altri fattori di crescita legati allo sviluppo tumorale, contrasta l’iperinsulinemia e rafforza il sistema immunitario. “Eppure – riprende l’esperto – il 20% degli adolescenti italiani è sedentario e molti altri adottano stili di vita non salutari. Per questo abbiamo avviato una campagna educazionale in alleanza con il mondo dello sport”.
Adolescenti e sport
Tra i più giovani, il 10% fuma, il 21% abusa di alcol e nel 2023 risultava in sovrappeso il 19% dei bambini, con un 9% già affetto da obesità. Particolarmente rilevante il tema del fumo e del tumore del polmone nelle donne, una neoplasia fortemente legata al tabagismo. In Europa il calo della mortalità femminile è più tardivo rispetto a Regno Unito e Stati Uniti, ma in Italia è atteso un primo segnale positivo proprio nel 2026. “Il fumo provoca in Italia il 23% dei nuovi tumori diagnosticati tra gli uomini e il 7% tra le donne”, sottolinea Massimo Di Maio, presidente Aiom. “Per questo, insieme ad altre fondazioni scientifiche, abbiamo promosso una proposta di legge di iniziativa popolare per introdurre un’accisa fissa di 5 euro sui prodotti da fumo e da inalazione di nicotina”. In poco più di due settimane sono state raccolte oltre 19 mila firme, con l’obiettivo di contrastare il tabagismo in modo efficace, come già avvenuto in altri Paesi europei. Il fumo resta anche uno dei principali fattori di rischio cardiovascolare, soprattutto se l’abitudine inizia prima dei 20 anni.
Cuore e attività fisica
Parlando di cuore, “l’attività fisica regolare riduce il rischio di ipertensione, malattie cardiovascolari, ictus e diabete”, ricorda Ciro Indolfi, presidente della Federazione Italiana di Cardiologia. “Le principali istituzioni sanitarie raccomandano almeno 150 minuti a settimana di attività moderata negli adulti e circa 60 minuti di movimento al giorno nei bambini e negli adolescenti”. L’esercizio migliora l’efficienza del sistema cardio-circolatorio e la capacità di utilizzare ossigeno, mentre molte discipline, compresi gli sport invernali, contribuiscono alla prevenzione cardiovascolare grazie al dispendio calorico e all’impegno cardiorespiratorio.
InFormaTeen alle Olimpiadi Milano Cortina 2026
La campagna è promossa insieme a Coni, Figc e Poste Italiane e gode del patrocinio del Ministero dello Sport e dei Giovani. “I dati sugli stili di vita dei giovani non sono incoraggianti e rappresentano una tendenza che va cambiata al più presto – conferma Marco Di Paola, vicepresidente Coni -. Lo sport può avere un ruolo educativo centrale”.