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Home » Morti in ambulanza, le parole di Luca Spada e la pista delle pompe funebri
Cronaca

Morti in ambulanza, le parole di Luca Spada e la pista delle pompe funebri

Di Sala Notizie5 Marzo 20263 min di lettura
Morti in ambulanza, le parole di Luca Spada e la pista delle pompe funebri
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Luca Spada, l’autista di ambulanze indagato a Forlì, avrebbe avuto rapporti, tutti da chiarire, con un socio di un’agenzia funebre. Il dettaglio filtra dalle indagini di Procura e carabinieri che procedono nel silenzio, con il 27enne a piede libero e destinatario, a quanto si sa, di un avviso di garanzia ricevuto a novembre, con la pesante contestazione di omicidio volontario premeditato in relazione alle morti di almeno cinque anziani, trasportati mentre era in turno. Accuse che in varie interviste il giovane, nel frattempo sospeso dalla Croce Rossa, ha respinto in modo deciso: “Sono pienamente innocente”, ha ripetuto.
Dagli accertamenti investigativi sarebbero emerse le relazioni frequenti di Spada con l’impresario funebre. Alcune fonti hanno riferito di un vero e proprio rapporto lavorativo ‘a chiamata’ con una società. Ipotesi negata, però dall’agenzia in questione, la ‘Onoranze funebri Romagna’ di Meldola, paese di residenza di Spada: “È un amico di famiglia, lo conosciamo da quando era bambino”, hanno detto, rispondendo al telefono all’ANSA, aggiungendo che non c’è alcun rapporto di lavoro.
Intanto si stanno continuando a fare verifiche sui casi delle morti sospette collegate alla presenza in servizio di Spada alla guida dei mezzi di soccorso. Per il momento l’unica famiglia che ha nominato legali, gli avvocati Max Starni e Antonio Mambelli, è quella di una 85enne deceduta il 25 novembre e su cui è stata disposta l’autopsia. Tra gli obiettivi dell’esame medico legale, verificare se la causa sia stata un’embolia. 
Ma altre persone si stanno iniziando a muovere. Per esempio le figlie di un anziano morto il 13 ottobre in una struttura di lungodegenza all’ospedale di Santa Sofia (Forlì) stanno valutando se formalizzare una denuncia per poter verificare se il caso rientri tra quelli contestati al 27enne.
L’anziano era ricoverato nella struttura sanitaria e il 9 ottobre doveva essere accompagnato in ambulanza all’ospedale di Forlì per una visita di controllo, di routine. Lo avrebbe prelevato un’ambulanza adibita a trasporti secondari condotta dall’indagato e poco dopo l’uscita dalla struttura, a circa due chilometri da Santa Sofia, il paziente è stato colpito da un arresto cardiaco. E’ stato quindi allertato un medico che è
riuscito a rianimarlo. Successivamente è stato comunque trasportato a Forlì e poi, al termine delle cure, ricondotto a Santa Sofia. Nella stessa giornata, tuttavia, le sue condizioni cliniche sarebbero progressivamente peggiorate, fino al decesso quattro giorni dopo, il 13. 
Secondo quanto risulta, oltre a 25 novembre e 13 ottobre, le date degli altri morti nel fascicolo d’indagine sono 24 febbraio, 8 luglio e 12 settembre. Ma verifiche su ulteriori tre decessi sembrano essersi aggiunte dopo la notifica dell’avviso di garanzia.

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