La decisione accoglie pienamente la linea della Procura Generale, confermando l’impianto accusatorio secondo cui l’ex barman non agì sotto l’impulso del momento, ma pianificò per mesi l’eliminazione della compagna e del bimbo che portava in grembo, Thiago.

La contestazione della premeditazione si aggiunge alle altre aggravanti già riconosciute nei precedenti gradi di giudizio (tra cui la crudeltà, la convivenza e il procurato aborto) e conferma fermamente la condanna all’ergastolo per l’imputato.

Condividere.
Exit mobile version