
Le elezioni di oggi in Nepal sono cruciali per il suo “futuro”, ha ricordato la premier ad interim Sushila Karki, invocando un voto pacifico a sei mesi dalla sanguinosa rivolta (77 morti) della Gen Z, che ha rovesciato il precedente governo.
“Ogni voto è importante per determinare il nostro futuro” ha dichiarato in una nota la 73enne ex presidente della Corte suprema del Paese, che ha abbandonato la pensione per guidare a tempo la nazione himalayana.
Un Paese afflitto da decenni di instabilità
Gli elettori nepalesi stanno votando in un’elezione parlamentare cruciale, segnata dallo scontro tra la “vecchia guardia” e un potente movimento guidato dai giovani. Lunghe file si sono formate dall’alba a Kathmandu, la capitale.
Arroccato tra Cina e India, il Paese da 30 milioni di abitanti è afflitto da decenni di instabilità politica, che ha paralizzato un’economia prevalentemente agricola e ha aggravato la disoccupazione, problemi strutturali su cui ha pesato anche una corruzione dilagante.
Il divieto dei social alla base della rivolta di settembre
Il malessere di lunga data – ricorda oggi l’agenzia Reuters – è sfociato in manifestazioni di piazza lo scorso settembre, innescate dal divieto dei social media, che hanno portato migliaia di persone a scendere in strada, provocando scontri e vittime, che hanno costretto alle dimissioni il primo ministro K.P. Sharma Oli.
Oggi, gli elettori si sono riversati in scuole, templi e antichi cortili trasformati in seggi elettorali, con alcuni che hanno sfidato il freddo mattutino nella capitale per votare in anticipo.
Spoglio in corso, schierati 300mila uomini della sicurezza
Le operazioni sono iniziate alle 7, ora locale (le 2:15 in Italia), e si sono chiuse alle 17 (le 12:15 italiane). Lo spoglio, previsto poco dopo la chiusura, è quindi in corso.
I funzionari hanno dichiarato che oltre 300mila membri del personale di sicurezza, inclusi i militari, sono stati schierati per garantire uno svolgimento pacifico delle votazioni negli oltre 23mila seggi sparsi in tutto il Paese.