“Nessuna frase” del suo romanzo è stata creata dall’intelligenza artificiale, dice Thélyson Orélien che rompe il silenzio sulle accuse che hanno investito il suo libro “C’était ça ou mourir” e, in una dichiarazione di oggi, martedì 13 ottobre, all’Agence France-Presse, nega di aver affidato a una macchina la scrittura dell’opera, seppure riconosce la propria responsabilità per alcuni plagi.

“Si dice che ‘C’était ça ou mourir’ sia stato scritto da un’intelligenza artificiale. È una calunnia e un’eresia”, ha scritto l’autore in un testo intitolato “Ce roman que j’ai écrit”, dove ammette di aver fatto ricorso, in alcuni casi, a strumenti per le proprie ricerche, ma respinge categoricamente l’ipotesi che il testo sia stato generato dall’AI

Lo scrittore riconosce però di aver commesso “errori inaccettabili” copiando testi di altri autori e, per questo, chiede scusa.

La vicenda era esplosa a settembre, quando il libro, già premiato con il Prix du roman Fnac e candidato al Goncourt (da cui poi è stato escluso) era finito al centro di accuse di utilizzo dell’intelligenza artificiale. Alle contestazioni si erano aggiunte segnalazioni di plagio riguardanti testi pubblicati in Canada oltre dieci anni prima.

Il quotidiano del Québec, la Presse, rivela, tra l’altro, che un articolo pubblicato da Orélien nel 2013 è nella sua ”quasi totalità” una ”traduzione leggermente rimaneggiata” di un articolo diffuso qualche giorno prima su un giornale filippino, “The Philippine Star”, ancora fruibile sul web.

Il caso, aveva mandato l’editoria Francese in subbuglio ed era partito da le accuse mosse da un anonimo su X, suscitando un polverone a Parigi e non solo. 

“Ho sempre amato la creatività e la scrittura, non vedo perché dovrei fare appello ad una macchina”, la difesa dell’interessato su Libération, annunciando la ”costituzione di un dossier” con i suoi editori per ”dimostrare” di aver scritto il libro di suo pugno. 

L‘editore Grasset è schierato dalla parte dell’autore, condannando ”fermamente le dichiarazioni malevole”, che  “feriscono profondamente lo scrittore, al centro di un percorso eccezionale”.

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