Notte e mattinata di maltempo in tutto il Piemonte. Nevicate record in montagna: particolarmente investito l’arco alpino tra la Val di Susa, Ivrea (nel video sopra, la neve ad Andrate), il Biellese, la Valsesia e soprattutto il Verbano-Cusio-Ossola. Dove a terra, alle altitudini più elevate, si supererà il metro di neve. A Macugnaga già superato il metro e 30 centimetri. Le nevicate proseguiranno per tutta la mattinata, fino al primo pomeriggio. Qualche disagio per gli automobilisti a Bielmonte. Mentre è stata annullata la gara di bob Mera’s cup.
Strade chiuse nel Verbano-Cusio-Ossola
Nel Verbano-Cusio-Ossola, il limite delle nevicate si è attestato intorno ai 300 metri, portando il manto bianco anche nel centro di Domodossola. La situazione più critica si registra nelle zone di alta quota. Per ragioni di sicurezza, tutte le stazioni sciistiche del comprensorio resteranno chiuse nella giornata odierna (15 marzo). Massima allerta per il rischio valanghe, in particolare in Val Formazza. A Valdo si misurano circa 30 centimetri di coltre
bianca. Chiusa al traffico, a causa del pericolo slavine, la Statale 659 in località Canza; il blocco interessa la zona della Cascata del Toce, nel tratto
delle “Roccette” che precede l’abitato di Riale. Provvedimenti restrittivi anche nel comune di Baceno: l’amministrazione ha disposto la chiusura preventiva della strada che collega Goglio all’Alpe Devero. Nella località, dove si stimano accumuli fino a 130 centimetri, vige l’isolamento totale: dalle ore 15 di ieri, 14 marzo, il Devero non è raggiungibile nemmeno a piedi. Nevicate più moderate in Val Vigezzo, con circa 10 centimetri registrati a Santa Maria Maggiore.
Le previsioni
In pianura, nel frattempo, pioggia senza sosta: si potrebbero raggiungere i 100 mm, con temperature ovunque in calo. Finora non si segnalano danni. La quota neve potrebbe abbassarsi fino a 500-600 m nel Cuneese e nell’Alta Langa, con possibili fiocchi anche sull’alta collina torinese e agli sbocchi delle valli. Lunedì è però previsto un rapido miglioramento, anche grazie all’afflusso di venti di phoen che provocheranno un innalzamento delle temperature. Anche per questo, sull’arco alpino, il rischio valanghe è massimo.
