
Il dolore che non si ferma per quelle giovani vite spezzate a Crans-Montana ma anche la speranza per gli undici pazienti ricoverati a Milano, tutti in condizioni ancora critiche e in prognosi riservata. Dopo lo straziante arrivo di ieri delle cinque salme italiane vittime del rogo in Svizzera, oggi la premier Giorgia Meloni ha fatto visita all’Ospedale Niguarda ad alcuni dei feriti, intrattenendosi con i familiari dei ragazzi e ringraziando i medici e gli infermieri che continuano a lavorare senza sosta.
Domani, in contemporanea in due chiese diverse di Milano, ci saranno i funerali dei due giovani Achille Barosi e Chiara Costanzo, le cui camere ardenti sono allestite già da ieri.
Per assicurare la vicinanza delle istituzioni, il sindaco di Milano Giuseppe Sala, insieme all’assessore regionale Gianluca Comazzi, sarà presente nella chiesa di Santa Maria delle Grazie alle esequie di Chiara, mentre il governatore della Lombardia Attilio Fontana assisterà a quelle di Achille alla basilica di Sant’Ambrogio insieme alla vicesindaca della città Anna Scavuzzo.
Alle camere ardenti, l’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, ha chiesto che ora sia fatta giustizia: “se i locali che ospitano persone che fanno festa non sono adeguatamente sicuri è una grave responsabilità per chi li gestisce”. Certo, ha aggiunto, “la giustizia non restituisce la salute ai feriti né i morti alle loro famiglie, ma resta una richiesta del tutto legittima e doverosa”. Una richiesta su cui concorda anche Sala: “Quello che so è che le regole, per esempio per il rilascio della Cpi, il Certificato di Prevenzione Incendi, in Italia sono più rigorose. Giustizia deve essere fatta” ha osservato. Una tragedia ingiusta anche per Fontana per cui “il pensiero va sempre a quei ragazzi”.
Sugli undici pazienti ricoverati, tutti con ustioni più o meno estese o con compromissioni delle funzioni vitali, “manteniamo ancora una prognosi riservata” ha spiegato il Dg dell’Ospedale Niguarda Alberto Zoli. “Sono tutti pazienti ancora in condizioni critiche – ha aggiunto – ma che nelle prossime ore possono avere un’evoluzione speriamo positiva”.
Sul loro decorso, invece, “si naviga a vista” e “ogni giorno è un giorno guadagnato”, come ha sottolineato Giampaolo Casella, direttore Anestesia e Rianimazione. Gli interventi sono andati avanti tutto il giorno e proseguiranno anche in serata. Mentre ci sono ancora difficoltà nel trasferimento di due pazienti italiani da Crans-Montana, di cui uno arriverà sicuramente al Niguarda quando le condizioni lo permetteranno.
“Con i colleghi svizzeri c’è stata moltissima collaborazione” ha raccontato Valeria Terzi, medico dirigente di Anestesia e Rianimazione 1 e parte dello scout team che è andato negli ospedali svizzeri per valutare le condizioni dei feriti. Lì “abbiamo visto tanta fiducia, sia dei sanitari svizzeri nei nostri confronti, sia quella delle famiglie in un sistema che si metteva a loro disposizione. Abbiamo visto sicuramente dolore – ha concluso – ma mai disperazione”.