Negli ultimi vent’anni in Italia la mortalità legata al calore nelle persone con più di 65 anni è cresciuta del 54%. È il dato sottolineato dalla Società Italiana di Medicina d’Emergenza-Urgenza (Simeu) che ha realizzato un protocollo per uniformare su scala nazionale il riconoscimento e il trattamento di questa condizione.
Il colpo di calore rappresenta un’emergenza medica che se non trattata tempestivamente ha una mortalità fino all’80%. Il documento propone un ‘Percorso Calore’, un percorso diagnostico terapeutico assistenziale che definisce gli interventi da attuare dal momento del soccorso territoriale fino alla terapia sub-intensiva.
“Il colpo di calore è un’emergenza tempo-dipendente, esattamente come l’infarto o l’ictus, ma non ha ancora una rete che lo tratti come tale”, osserva Mario Guarino, vicepresidente nazionale Simeu e direttore della Medicina d’emergenza-urgenza dell’Ospedale Cto di Napoli. Il Percorso Calore offre le linee operative per fornire un’assistenza uniforme su tutto il territorio nazionale. Dalle modalità di riconoscimento e gestione in pronto soccorso alla definizione dei protocolli clinico-assistenziali fino all’adeguamento organizzativo nella stagione estiva. “Il punto non è la competenza, che nei nostri Pronto Soccorso c’è”, aggiunge Guarino. “Il punto è l’omogeneità. Un paziente con colpo di calore deve trovare lo stesso percorso e gli stessi tempi ovunque si trovi”.
La società scientifica ha ora dato disponibilità al ministero della Salute per integrare i contenuti del documento nelle direttive ministeriali operative per la stagione estiva.
