Una famiglia sterminata tra le mura di casa: padre, madre e il figlio di 15 anni sono stati trovati morti a Finale Ligure, nel Savonese. I tre sarebbero stati uccisi a colpi d’arma da fuoco. Sul caso indagano i Carabinieri, che stanno ricostruendo le ultime ore della famiglia e la dinamica della tragedia.
L’allarme è scattato nella tarda mattinata, quando alcuni familiari, non riuscendo a mettersi in contatto con loro, hanno chiesto l’intervento delle forze dell’ordine. Nell’abitazione, in via dei Forti di Legnino, sono entrati i soccorritori insieme ai vigili del fuoco: per le tre persone non c’era più nulla da fare.
La prima ipotesi investigativa è quella di un omicidio-suicidio. Secondo una prima ricostruzione, il padre avrebbe sparato alla moglie e al figlio per poi rivolgere l’arma contro di sé. Un’ipotesi che dovrà essere verificata attraverso i rilievi sulla scena, gli accertamenti balistici e gli esami medico-legali.
Sul posto sono intervenuti carabinieri, vigili del fuoco, polizia locale e personale del 118. Gli investigatori stanno cercando di stabilire con precisione la sequenza degli spari, chi abbia utilizzato l’arma e quando siano avvenute le morti. Restano da chiarire anche le circostanze che avrebbero preceduto il gesto e l’eventuale esistenza di segnali o difficoltà nella vita della famiglia.
Il ragazzo trovato senza vita, secondo quanto riferito dalla società sportiva locale, era un giovane calciatore del Finale FBC. Il club ha espresso cordoglio alla famiglia e ha deciso di sospendere tutte le attività del settore giovanile, allenamenti e partite, fino alla giornata di domenica.
La tragedia ligure dopo quella di Roma
La vicenda riporta drammaticamente al centro della cronaca un’altra tragedia avvenuta nel quartiere capitolino di Pietralata: solo pochi giorni fa, a Roma, erano stati trovati morti Luca Abbasciano, 42 anni, la moglie Valentina Pambianco, 41, e la loro figlia Bianca, di 5 anni. Anche in quel caso l’ipotesi investigativa è quella di un duplice omicidio seguito dal suicidio.
Nell’inchiesta romana gli investigatori stanno cercando di ricostruire la successione degli spari e il ruolo avuto dalla pistola legalmente detenuta dal padre.
Le autopsie e gli esami balistici dovranno fornire elementi decisivi, insieme allo stub (ovvero l’esame medico-legale che serve a verificare se una persona abbia sparato con un’arma da fuoco) sulle mani dei coniugi, ai telefoni e all’analisi della situazione economica della famiglia.
Tra gli elementi emersi nell’abitazione della famiglia, affranta per il dramma della malattia della figlioletta, sono state trovate alcune lettere, nelle quali comparirebbero riferimenti alla solitudine e alla difficoltà di affrontare una situazione sempre più pesante. Al centro degli accertamenti ci sono anche le ingenti spese sostenute dalla coppia per le cure della figlia, compresi i viaggi in Messico per sottoporla a trattamenti sperimentali.
