
Nella giornata di ieri, Minneapolis è tornata a essere l’epicentro di una profonda tensione sociale a seguito dell’uccisione di Renee Nicole Good, una cittadina americana di 37 anni e madre di tre figli. La donna è rimasta vittima di colpi d’arma da fuoco esplosi da un agente dell’ICE, l’agenzia federale per l’immigrazione, durante un’operazione condotta nelle strade innevate della città. La dinamica dell’incidente è stata documentata da un video di trenta secondi che ha rapidamente fatto il giro del web, mostrando il SUV della donna mentre tentava una manovra di allontanamento prima di essere centrato dagli spari.
Le reazioni istituzionali hanno evidenziato una frattura netta tra il governo federale e le autorità locali. Mentre la segretaria alla Sicurezza interna Kristi Noem e il presidente Donald Trump hanno difeso l’agente parlando di legittima difesa e descrivendo l’accaduto come la risposta a un atto di terrorismo interno, il sindaco di Minneapolis Jacob Frey ha respinto duramente questa versione. Frey, dopo aver visionato le immagini, ha definito inaccettabile la condotta dell’agente e ha chiesto formalmente all’ICE di lasciare la città, invitando al contempo la popolazione alla calma.