Il concerto di Jovanotti a Barletta il 17 agosto non si farà. La decisione è stata presa dalla Commissione Provinciale di Pubblico Spettacolo della prefettura della Bat. Alla base dello stop una recente rilevazione dell’Arpa, che ha trovato un pezzo di amianto tra i 6 e gli 8 centimetri all’ingresso dell’area concerto, uno spazio di circa 50 ettari di fronte all’ex Cartiera di via Trani: l’agenzia ha ipotizzato che ce ne siano altri, nascosti, che, se calpestati dagli spettatori, potrebbero disperdere le fibre.
A darne comunicazione ufficiale Maurizio Salvadori, amministratore delegato della società Trident che organizza il concerto: ben 33mila i biglietti venduti. “Alla luce di questa rilevazione, l’Asl ha ritenuto il luogo non idoneo e la commissione della prefettura ha annullato il concerto”, avverte. “Stiamo cercando uno spazio a Bari che possa ospitare il concerto il 19 settembre. Se la risposta sarà positiva, i biglietti saranno validi per chi vorrà venire. Chi non vorrà, invece, verrà rimborsato”. Nel rimborso saranno compresi i costi di prevendita ed escluse le spese di commissione.
L’ad della Trident non nasconde l’amarezza e ricostruisce la vicenda: “Tutto nasce da un esposto alla Procura sulla presunta insalubrità dell’area, vista la presenza di un’area di stoccaggio dell’amianto a 6-800 metri dalla zona concerto. Ma un primo carotaggio, richiestoci da Asl e Arpa a fine giugno, aveva dato esito negativo sulla presenza di amianto. Un altro sopralluogo, da noi fatto tramite un’azienda specializzata in bonifiche, aveva sì rilevato presenza di amianto, ma solo dietro e al lato della fabbrica, quindi lontano dalla zona del concerto, e in una zona per nulla pericolosa per il pubblico. Solo il sopralluogo fatto dall’Arpa a inizio agosto, pur rilevando la totale assenza di amianto nell’area concerto, ha trovato un pezzo all’ingresso che ha portato all’annullamento dell’evento”.
“Questa vicenda è andata avanti per due mesi e mezzo e oggi, a pochi giorni dall’evento e con il palco quasi montato, ci fermano”, dichiara Salvadori, che addebita la responsabilità ai ritardi della burocrazia e aggiunge: “Per smontare, ci hanno detto che dovremo indossare le tute bianche”. L’organizzatore, tuttavia, scagiona l’amministrazione comunale: “Il Comune non c’entra niente. Ho visto con i miei occhi il sindaco e tutta l’amministrazione battersi fino all’ultimo, sulla base della logica, per fare il concerto. Qualcun altro ha detto di no”. La Trident non esclude di adire vie legali contro gli enti che hanno preso la decisione: “Abbiamo subito un danno quantificabile in circa 2 milioni di euro. La nostra società di assicurazione, che ha diritto di rivalsa, deciderà come intervenire”.
