
Le borse europee hanno chiuso contrastate: Milano, -0,43%, dopo aver toccato ieri il massimo dal 2000; scende anche Londra, -0,74%. Appena sotto la parità Parigi, -0,04%, mentre sale Francoforte, +0,85%. Tra i titoli in evidenza a Piazza Affari Telecom Italia, +5,78% dopo l’annuncio dell’accordo con Vodafone e Fastweb per sviluppare e condividere le infrastrutture di rete per il 5G. Segue tra i rialzi Italgas, +5,39%. Snam ha avviato il collocamento di un green bond convertibile in azioni ordinarie esistenti di Italgas per 500 milioni di euro e il contestuale riacquisto delle obbligazioni attualmente in circolazione convertibili in azioni ordinarie esistenti di Italgas e con scadenza nel 2028. Soffrono invece i titoli energetici, per i cali subiti dal prezzo del petrolio, e dopo giorni di crescita. I cali maggiori sono per Eni, -4,65%, e Tenaris, -3,49%. A pesare sulle quotazioni del greggio l’annuncio del presidente statunitense Trump, secondo cui le le autorità provvisorie in Venezuela consegneranno agli Stati Uniti petrolio di alta qualità e soggetto a sanzioni. Per una quantità tra i 30 e i 50 milioni di barili di petrolio. Parole che hanno provocato un brusco calo delle quotazioni, con il Brent tornato a 60,3 dollari al barile, dai 62 di ieri, davanti alla prospettiva di un aumento dell’offerta. Ancora maggiore il calo del petrolio americano, il Wti, che scende a 56 dollari. Tra chi festeggia è una società società di raffinerie americana, la Valero Energy, +5%. Sale intanto la tensione; gli Stati Uniti hanno sequestrato due petroliere legate al Venezuela, una delle quali batte bandiera russa. Mosca ha parlato di “azione illegale”. Il segretario Usa all’Energia, Chris Wright, ha inoltre annunciato che Washington controllerà le vendite di petrolio venezuelano “a tempo indefinito”. Wall Street ha aperto poco mossa, l’indice S&P 500 sale dello 0,03%, di poco negativo il Dow Jones, di poco positivo il Nasdaq. I dati dell’agenzia privata Adp hanno riflettuto un leggero rimbalzo dell’occupazione nel settore privato a dicembre (da -29mila a +41mila, 8mila in meno dei +49mila previsti), in linea con la visione di un mercato del lavoro caratterizzato da un lento aumento delle assunzioni e da un lento calo dei licenziamenti, che mantiene le scommesse su ulteriori tagli dei tassi da parte della Federal Reserve quest’anno.