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Home » Piscine, stretta sulla sicurezza dopo le tragedie: stop agli impianti non a norma
Politica

Piscine, stretta sulla sicurezza dopo le tragedie: stop agli impianti non a norma

Di Sala Notizie23 Luglio 20262 min di lettura
Piscine, stretta sulla sicurezza dopo le tragedie: stop agli impianti non a norma
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Dopo le tragedie che nelle ultime settimane hanno coinvolto bambini e ragazzi, arriva una stretta sulla sicurezza delle piscine. L’Aula della Camera ha approvato con 244 voti favorevoli un emendamento al decreto Sport che introduce nuove misure per gli impianti pubblici, privati aperti al pubblico e ad uso collettivo.

Le nuove norme impongono che bocchettoni, griglie e sistemi di aspirazione siano progettati in modo da evitare il cosiddetto effetto ventosa, responsabile di alcuni dei più gravi incidenti avvenuti negli ultimi anni.

Chiusura immediata per chi non si adegua

La novità più importante riguarda i controlli: le piscine che non rispetteranno gli standard di sicurezza dovranno chiudere immediatamente fino alla messa a norma.

Per aiutare gli impianti pubblici ad adeguarsi, il provvedimento prevede anche un fondo da 4,7 milioni di euro per il 2026.

È stato invece ritirato all’ultimo momento l’emendamento che introduceva l’obbligo della cuffia per i minori di 16 anni.

Le tragedie che hanno cambiato il dibattito

Ad accelerare l’intervento del Parlamento sono stati alcuni drammatici fatti di cronaca.

Tra questi, la morte della bambina di 11 anni di Sestri Levante, rimasta incastrata con i capelli nel sistema di aspirazione di una piscina, 

e il caso della bimba del Trevigiano che nelle scorse settimane è rimasta bloccata con una gamba nella pompa di ricircolo, riportando conseguenze fortunatamente non fatali.

A questi si aggiunge la morte di un dodicenne in una piscina di Rimini avvenuta nei mesi scorsi.

Perché i bocchettoni possono essere pericolosi

I bocchettoni fanno parte del sistema che aspira l’acqua della piscina e la invia agli impianti di filtrazione prima di rimetterla in circolo.

Se le griglie di protezione sono assenti, danneggiate o non conformi agli standard tecnici, la forza di aspirazione può intrappolare capelli, arti o parti del corpo, impedendo alla persona di liberarsi.

Le norme tecniche prevedono infatti griglie certificate, limiti alla velocità dell’acqua e sistemi di aspirazione multipli proprio per scongiurare questi rischi.

Non mancano le polemiche

Il provvedimento ha ottenuto il voto favorevole anche delle opposizioni, che hanno però criticato il Governo accusandolo di essere intervenuto solo dopo le recenti tragedie.

Al di là dello scontro politico, il tema della sicurezza delle piscine è diventato una priorità. L’obiettivo della nuova norma è evitare che episodi come quelli avvenuti a Sestri Levante o nel Trevigiano possano ripetersi.

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