Ad ogni rientro dalle ferie di estive si ripresenta un appuntamento immancabile che interessa milioni di persone, la cosiddetta “sindrome da rientro” o “post-vacation blues” che secondo il Centro Studi Pool Pharma “interessa oltre il 35% degli italiani. Una sensazione di ansia, tristezza e spossatezza che colpisce soprattutto tra i 25 e i 45 anni rendendo il ritorno alla normalità una sfida complessa che si manifesta dopo un periodo di vacanza o riposo prolungato”.
Secondo Camilla Pizzoni, direttore Generale Pool Pharma: “Non si tratta semplicemente di pigrizia o svogliatezza, ma di una reazione fisiologica e psicologica al ritorno a una routine intensa. Durante le vacanze, il nostro corpo e la nostra mente si adattano a un ritmo più lento e rilassato. Quando torniamo in ufficio, improvvisamente riattiviamo la modalità ‘stress’ e questo cambiamento può creare scompensi“.
Ma la sindrome da rientro non colpisce solo chi è stato in villeggiatura, “paradossalmente a essere interessati sono anche molti di quegli 8,9 milioni di italiani che hanno fatto le vacanze nel luogo di residenza. Anzi per certi aspetti ne sono ancora più colpiti perché ai fisiologici sintomi di stanchezza, acuiti da un’estate che sembra non finire mai, si aggiungono più facilmente quelli dello spettro emotivo: irritazione o tristezza per la sensazione di non aver potuto staccare. Il fatto – prosegue la nota – di non aver potuto raggiungere mare, montagna o essersi imbarcati in crociera ma di essersi potuti consolare solo con qualche gita fuori porta non evita comunque i sintomi psicologici tipici della sindrome da rientro”.
Uno dei fattori che incidono di più su questo disturbo è quello sociale ed è stata presa in considerazione la rilevanza del fenomeno a livello regionale.
“Pur non essendo un disturbo correlato al territorio ma legato a doppio filo con il ritmo della vita e l’ambito sociale in cui si vive è stato notato che ha una maggiore presenza nelle grandi città, caratterizzate da scadenze più frenetiche, e nelle regioni del centro nord rispetto alle isole e al centro sud – continua la nota – Nella classifica delle regioni di maggior sensibilità al fenomeno a farla da padrone sono: la Lombardia col 53% in cui l’incidenza rilevata è stata ben oltre la media nazionale; seguita dal Veneto con il 46% dei casi; Piemonte 41%; Emilia Romagna 40%; Lazio 38% con la frenetica capitale Roma. Le regioni meno soggette alla sindrome da rientro, complice forse la vicinanza con località balneari e turistiche, le isole e il sud: sono solo il 14% dei casi quelli rilevati in Sardegna, il 19% in Sicilia, il 21% in Calabria pari merito con la Campania, la Puglia con il 27%”.

