
Nei primi giorni di febbraio la Nasa ha rilevato quattro brillamenti solari di forte intensità, mettendo in allerta gli esperti di meteorologia spaziale.
I primi tre brillamenti – di cui uno classificato come X8.1, tra i più potenti degli ultimi anni – sono avvenuti tra il 1° e il 2 febbraio, seguiti da un quarto evento nelle prime ore del 3 febbraio, secondo i dati forniti dalla Nasa e dallo Space Weather Prediction Center del Noaa.
I quattro brillamenti solari di classe X (NASA/SDO)
Secondo il Noaa un brillamento di questa intensità potrebbe provocare nelle prossime ore interruzioni e degradazioni delle comunicazioni radio ad alta frequenza (HF) sul lato illuminato della Terra, con possibili blackout temporanei dalla durata da alcuni minuti fino a un paio d’ore.
Gli esperti precisano che eventi di questa intensità non sono insoliti durante il “massimo solare” e non rappresentano un pericolo diretto per la popolazione della Terra. Tuttavia, il monitoraggio dell’attività solare prosegue per valutare eventuali effetti aggiuntivi sulle infrastrutture tecnologiche.
I brillamenti solari possono anche precedere l’arrivo di espulsioni di massa coronale (CME), grandi nuvole di plasma che viaggiano nello spazio e che, se dirette verso il nostro pianeta, possono generare tempeste geomagnetiche e suggestive aurore polari visibili anche a latitudini relativamente basse.