È l’ora di pranzo quando un’automobilista, affianca una coppia di clienti a piedi, sembra stia cercando parcheggio. Invece all’improvviso, dal finestrino viene scagliato un dardo che colpisce l’uomo ad un fianco. Le urla, il panico, la moglie fa appena in tempo a riconoscere l’aggressore in fuga, un conoscente che in casa aveva un arsenale. Tra i primi passanti a precipitarsi c’è anche una dottoressa che presta subito soccorso. Il ferito è a terra, l’arpione lo ha raggiunto quasi al fegato. La vittima, 60 anni, è sotto shock ma vigile.
L’aggressore, 59 anni, viene fermato serata dai carabinieri a bordo della stessa auto, si era allontanato di una cinquantina di chilometri e girava a vuoto, in stato confusionale, vicino al lago d’Iseo. Non ricordo niente, le sue prime parole. Ora è in carcere con l’accusa di tentato omicidio ancora ignoto e movente.
