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Home » Quattro morti in poche ore tra Nord e Centro, è di nuovo allarme sicurezza
Cronaca

Quattro morti in poche ore tra Nord e Centro, è di nuovo allarme sicurezza

Di Sala Notizie18 Luglio 20263 min di lettura
Quattro morti in poche ore tra Nord e Centro, è di nuovo allarme sicurezza
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L’Italia si trova ad affrontare l’ennesima drammatica giornata sul fronte della sicurezza nei luoghi di lavoro, con quattro vittime registrate nel giro di poche ore tra il Nord e il Centro del Paese. Gli incidenti riaccendono con forza il dibattito sulla necessità di potenziare i controlli e le misure di prevenzione nei settori della manutenzione, dell’agricoltura e dei servizi in appalto.

Il primo gravissimo episodio è avvenuto poco dopo le 13:00 di ieri a San Giorgio di Nogaro, in provincia di Udine, lungo la linea ferroviaria Venezia-Trieste. Un manovratore tunisino di 43 anni, residente a Latisana e dipendente di una ditta specializzata, è stato travolto e ucciso da un treno regionale vuoto in transito. Secondo le prime ricostruzioni della Polfer e della Scientifica, l’operaio sarebbe sceso dal lato sbagliato di un mezzo di servizio durante l’allestimento di un convoglio merci, finendo sul binario adiacente proprio mentre sopraggiungeva il treno. Il personale di bordo ha riferito di aver visto l’uomo inciampare nel disperato tentativo di mettersi in salvo. L’incidente ha causato il blocco totale della circolazione ferroviaria per l’intero pomeriggio.

Manifestazione della Cgil durante lo sciopero generale a Roma (Ansa)

Poche ore prima, a San Matteo delle Chiaviche, nel Mantovano, un operaio albanese di 49 anni ha perso la vita folgorato. L’uomo era impegnato nelle operazioni di pulizia di un pioppeto devastato dal maltempo quando, per cause ancora da accertare, ha toccato un cavo dell’alta tensione reciso e caduto a terra. Il contatto ha provocato un arresto cardiaco istantaneo, rendendo inutili i tempestivi soccorsi del 118 e dell’elisoccorso.

Il dramma dei malori nel Fiorentino

La scia di sangue si estende alla Toscana, dove due addetti alla raccolta dei rifiuti sono deceduti a causa di improvvisi malori durante il turno di lavoro in due diverse località della provincia di Firenze:

A Barberino del Mugello, intorno alle 7:00 del mattino di ieri, un operaio di 55 anni è accasciato al suolo mentre effettuava il servizio di raccolta porta a porta.

A Bagno a Ripoli, in serata, un collega di 42 anni è stato trovato privo di vita accanto al mezzo aziendale.

Entrambi lavoravano per due differenti ditte in appalto per conto di Alia, l’azienda ambientale di Firenze. La tragedia ha riaperto lo scontro sindacale sulla gestione dell’emergenza climatica. A seguito del perdurare dell’ondata di calore estremo, Alia ha confermato il proprio protocollo interno che prevede la sospensione dei servizi nelle ore più calde, invitando formalmente le imprese appaltatrici ad adeguarsi. La sigla sindacale FP Cgil di Firenze è intervenuta duramente, chiedendo l’estensione immediata e obbligatoria del “protocollo caldo” a tutto il sistema delle ditte esterne e dei subappalti per tutelare l’incolumità dei lavoratori.

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