“La gravità delle condotte poste in essere dagli indagati durante le manifestazioni di protesta rende concreto, serio e quanto mai attuale il pericolo che simili azioni violente sfocino in eventi ancor più gravi, con esiti infausti” scrive il gip Valentina Rattazzo nell’ordinanza con cui ha disposto 18 misure cautelari e restrittive nel procedimento sui disordini avvenuti a Torino durante la mobilitazione Pro Pal dello scorso autunno. Cinque indagati, che hanno fra i 19 e i 29 anni, sono stati messi agli arresti domiciliari e altri 12 sottoposti all’obbligo di firma quotidiano; per un diciottesimo è scattato il divieto di dimora a Torino. Si procede per resistenza a pubblico ufficiale, violenza privata e danneggiamento. L’ambito degli accertamenti riguarda sette manifestazioni di protesta promosse da collettivi studenteschi considerati vicini ad Askatasuna e dal sodalizio ‘Progetto Palestina’. Durante quella del 28 novembre numerosi dimostranti fecero irruzione nella sede del quotidiano La Stampa.
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