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Home » Salvato lo speleologo incastrato a 120 metri di profondità in una grotta nel Cuneese
Cronaca

Salvato lo speleologo incastrato a 120 metri di profondità in una grotta nel Cuneese

Di Sala Notizie1 Giugno 20263 min di lettura
Salvato lo speleologo incastrato a 120 metri di profondità in una grotta nel Cuneese
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E’ stato tratto il salvo lo speleologo italiano – un ragazzo genovese di 20 anni – rimasto bloccato nel tardo pomeriggio di ieri a 120 metri di profondità nella “Grotta dei Cinghiali Volanti”, nel comune di Garessio, in provincia di Cuneo. L’allarme era scattato nel pomeriggio ed era partito subito un imponente intervento del Soccorso alpino e speleologico piemontese.

Lo speleologo era rimasto cosciente e vigile mentre collaborava con i soccorritori, ma aveva una gamba immobilizzata da un grosso masso che si è staccato al suo passaggio. I compagni di escursione avevano immediatamente dato l’allarme. 

Speleologo incastrato a 120 metri di profondità in una grotta nel Cuneese 31/05/26 (Soccorso Alpino)

La liberazione dell’arto rimasto incastrato sotto la roccia

Sul posto sono intervenuti complessivamente 53 tecnici del Soccorso alpino e speleologico provenienti da diverse regioni d’Italia. Una volta raggiunto l’infortunato, le prime squadre hanno concentrato gli sforzi sulla liberazione dell’arto rimasto incastrato sotto la roccia. L’operazione è stata condotta dai tecnici specializzati del Soccorso speleologico, consentendo di rimuovere il masso e liberare il ferito.

Successivamente – così in una nota del Soccorso Alpino – è stato allestito un piccolo campo sanitario all’interno della grotta per consentire al personale medico e sanitario del Cnsas di effettuare una valutazione approfondita delle condizioni dell’uomo. Accertato che il quadro clinico fosse complessivamente buono e che non fossero presenti condizioni tali da richiedere il trasporto in barella, è stata pianificata e avviata l’uscita assistita dalla cavità. La possibilità per il ferito di collaborare attivamente durante l’evacuazione ha consentito di rendere più rapide e agevoli le operazioni di recupero, che si sono comunque protratte per diverse ore a causa della complessità dell’ambiente ipogeo e delle caratteristiche del percorso.

Alle operazioni hanno partecipato i tecnici e i sanitari del Soccorso alpino e speleologico, i carabinieri e il servizio di elisoccorso di Azienda Zero della Regione Piemonte, che ha supportato le attività garantendo il trasporto in quota di personale e materiali necessari all’intervento.

Le caratteristiche della grotta

La grotta dei Cinghiali volanti si trova a 1.200 metri di quota, nell’area carsica Rocca d’Orse-Val d’Inferno, molto popolare tra gli speleologi, grazie alla presenza di oltre 600 cavità censite tra grotte, pozzi e grandi sistemi sotterranei. Nel 2015 un altro episodio simile: uno speleologo valdostano si perse uscendo da lì e fu salvato dai soccorritori.

La grotta si chiama così per via della tradizione tipica del mondo della speleologia di dare alle cavità nomi fantasiosi, talvolta ispirati a episodi avvenuti durante le esplorazioni o a particolari caratteristiche dell’ambiente sotterraneo.

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