I sindacati confederali sospendono lo sciopero di 8 ore dell’11 giugno nelle ferrovie, legato alle gare dei servizi Intercity. La novità è emersa dopo il tavolo al Ministero dei Trasporti. Presenti al tavolo, presieduto dal viceministro Edoardo Rixi, le sigle Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl trasporti, Orsa trasporti e Fast.
Convocata unitariamente, la serrata era stata indetta contro il bando di gara ‘spezzatino’ per l’affidamento dei servizi Intercity.
Edoardo Rixi (Rainews.it)
Sulla protesta non era stata detta l’ultima parola, visto che i sindacati erano stati convocati dal Ministero per le Infrastrutture e i Trasporti, responsabile del bando di gara oggetto dell’agitazione. A presiedere il tavolo, il viceministro Rixi che, giovedì scorso, proprio sul tema sciopero, aveva parlato di una protesta “surreale”, poiché Mit e sindacati vogliono la stessa cosa. “Noi siamo assolutamente d’accordo con il lotto unico. Il problema è che abbiamo ereditato un piano non nostro, dove c’era una previsione di più lotti. Stiamo rimodulandolo per avere il lotto unico, condividiamo il fatto che sia più conveniente per il nostro Paese”, quindi “lo sciopero è un po’ surreale, condividendo il governo le richieste dei sindacati, rischiamo di scioperare contro noi stessi”. Insomma “stiamo chiedendo la stessa cosa che vogliono i sindacati”.
Una posizione che era stata anticipata da fonti ministeriali che, a seguito della proclamazione dello sciopero, avevano assicurato che “i tecnici del Mit sono al lavoro già da tempo, su indicazione diretta del ministro Matteo Salvini, per risolvere il problema ed evitare la mobilitazione. Peraltro, va sottolineato che in questo caso la richiesta dei lavoratori è condivisibile”.
Il bando di gara che prevede l’assegnazione in tre lotti non equivalenti del servizio universale degli Intercity ha sollevato forti perplessità da parte dei sindacati per i quali il lotto unico garantisce universalità e qualità del servizio, tenuta occupazionale e coesione territoriale, assicurando il diritto alla mobilità anche nelle aree non coperte dall’Alta velocità, grazie a un servizio integrato. Cosa che non esisterebbe – denunciano i sindacati – frammentando questo servizio a discapito della qualità, dei servizi, del lavoro e della coesione territoriale.
