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Home » Scontri a corteo proPal a Milano: 6 misure cautelari, 8 indagati. Pm: “Risentimento contro lo Stato”
Cronaca

Scontri a corteo proPal a Milano: 6 misure cautelari, 8 indagati. Pm: “Risentimento contro lo Stato”

Di Sala Notizie19 Marzo 20265 min di lettura
Scontri a corteo proPal a Milano: 6 misure cautelari, 8 indagati. Pm: “Risentimento contro lo Stato”
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La Digos della Polizia ha eseguito un’ordinanza a carico di sei giovani con misure cautelari di obbligo di firma, divieto di dimora e divieto di uscire nelle ore notturne per gli scontri al termine del corteo proPal del 22 settembre scorso davanti alla stazione Centrale di Milano. 

Per altri 8 indagati sono stati fissati invece gli interrogatori preventivi. I reati a vario titolo sono resistenza a pubblico ufficiale, lesioni, porto abusivo di armi come spranghe e interruzione di pubblico servizio. 

L’inchiesta della Procura diretta da Marcello Viola è coordinata dalla pm Francesca Crupi e l’ordinanza è firmata dalla gip Giulia D’Antoni.
Gli indagati sono in gran parte giovani antagonisti che frequentano il centro sociale Lambretta.

 

I denunciati sono 27

Le misure – spiega la Questura – si inseriscono in un’indagine che, al momento, ha portato al riconoscimento e al deferimento di 27 persone. 

L’attività di indagine svolta dai poliziotti della Digos della Questura di Milano ha preso il via il giorno stesso della manifestazione nel corso della quale, al termine di un corteo a sostegno della Global Sumud Flotilla e, più in generale, per tenere alta l’attenzione sulla causa palestinese, numerosi partecipanti, con la parola d’ordine “blocchiamo tutto”, hanno più volte tentato di superare gli schieramenti dei reparti inquadrati delle forze dell’ordine per invadere lo scalo ferroviario.
L’attività investigativa è proseguita con il deposito di una comunicazione di notizia di reato alla Procura in cui sono stati descritti i fatti e le condotte e con la visione dei filmati forniti dalla Polizia scientifica sono stati riconosciuti e deferiti all’autorità giudiziaria 27 persone ritenute responsabili di gravi reati “di piazza” in concorso – resistenza a pubblico ufficiale aggravata perché commessa in occasione di manifestazioni e perché e da più di cinque persone riunite, interruzione di servizio pubblico, oltraggio a pubblico ufficiale, lesioni aggravate, lesioni gravi o gravissime a pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico, rapina e lancio e uso di oggetti atti ad offendere in occasione di manifestazioni pubbliche.

 

Disposizioni della questura di Milano

Da quanto si è saputo, la gip ha fissato gli interrogatori preventivi, prima di decidere se disporre eventuali misure cautelari, per gli indagati che non rispondono del reato di porto abusivo di armi. Mentre per gli altri, a cui è contestata, invece, quell’imputazione, sono state disposte le misure cautelari tra obblighi di dimora e firma e divieti di uscire nelle ore notturne. Tra le imputazioni c’è quella di lesioni a rappresentanti delle forze dell’ordine. Ci sarebbero anche altri indagati, almeno tre pare, ma senza misure cautelari o fissazione di interrogatori. 

Gli indagati in gran parte sono giovani antagonisti dei centri sociali milanesi.
Dopo la “guerriglia” davanti alla stazione Centrale, al termine del corteo proPal, c’erano stati cinque arresti in flagranza per resistenza e lesioni, tra cui due minorenni studenti liceali e due studentesse universitarie. Per queste ultime due, poi scarcerate, il processo è ancora in corso, mentre per i due minori, difesi dagli avvocati Mirko Mazzali e Guido Guella, il Tribunale per i minorenni di Milano ha disposto nove mesi di “messa alla prova”, con sospensione del processo e un percorso di lavori socialmente utili che, se verrà valutato positivamente, porterà all’estinzione dei reati contestati.
 

Il Tar, tra l’altro, nei mesi scorsi aveva sospeso i divieti amministrativi, i cosiddetti “daspo urbani”, che erano stati notificati ai ragazzi arrestati, a cui era stato vietato per due anni di “stazionare” vicino a ristoranti, bar, pizzerie, gelaterie, pasticcerie e locali presenti in più zone di Milano e per un anno di accedere o avvicinarsi alla stazione Centrale.
L’indagine principale, poi, ha portato alle misure cautelari, attraverso l’analisi dei filmati e le identificazioni dei responsabili degli atti più violenti durante quel tentato assalto alla Centrale, a cui avrebbe preso parte qualche centinaio di giovani. 

 

Gip Milano: “Da antagonisti ostile istinto di ribellione contro lo Stato”

Gli scontri e l’assalto alla stazione Centrale di Milano del 22 settembre scorso, al termine del corteo proPal, sono “espressione di un modo ostile di percepire le istituzioni dello Stato e, in particolar modo, le Forze dell’Ordine” e di “ravvisare nella tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza un limite alla libera manifestazione del pensiero”. 

Quei fatti “non sono frutto di un occasionale episodio scatenante la rivolta, bensì di un radicato risentimento nutrito da parte degli esponenti dei centri sociali e dei gruppi antagonisti nei confronti delle Forze di Polizia“, come “sfogo di un istinto di ribellione”.
Lo scrive la gip di Milano Giulia D’Antoni nell’ordinanza. 

La giudice fa notare che la “manifestazione pacifista in favore del popolo palestinese è divenuta teatro di scontri accesi” per quello “sfogo” di ribellione contro “l’ordine costituito”. 

E spiega nelle esigenze cautelari che quegli “scenari” potrebbero “nuovamente riproporsi e che gli indagati possono reiterare” i reati, anche perché militano in centro sociali e gruppi “antagonisti” e sono “soliti prendere parte a manifestazioni pubbliche organizzate riguardanti tematiche geopolitiche di interesse nazionale, oltre che quelle” per “perorare la causa palestinese”. 

 

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