“Il cibo, la produzione di risorse alimentari sembrano diventate nuovamente arma strategica. Sono, con l’energia, bersaglio delle scellerate guerre in corso, dirette sempre più contro le popolazioni civili. Riappaiono, nei teatri di guerra, fame e malnutrizione, bruciando immani risorse”: è il nuovo forte richiamo del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dal palco del Teatro Regio di Torino, per l’inaugurazione di Terra Madre – Salone del Gusto. “Guerre mascherate – ha aggiunto il capo dello Stato – con ragioni di rivalsa nazionale, in realtà espressione di volontà di potenza e di dominio, con assoluta non curanza delle conseguenze devastanti sulle popolazioni, sulle città, sui territori e, ovviamente, sull’ambiente”.

Il presidente della repubblica Sergio Mattarella partecipa alla cerimonia di inaugurazione del Salone del Gusto Terra Madre 2026presso il teatro regio di Torino 24 settembre 2026 (ansa)

“La biodiversità è un patrimonio che ci interpella – ha aggiunto il presidente -, la molteplicità genetica ha permesso al genere umano di svilupparsi per millenni, senza responsabilità, senza cura di questa ricchezza l’uomo può comprimerla fino a distruggerla, e distruggersi”. Biodiversity – Be Diversity è infatti il claim ufficiale dell’edizione 2026 di Terra Madre Salone del Gusto. “La biodiversità è sfida cruciale per il futuro. Carlo Petrini l’ha descritta molto bene come ‘la chiave della nostra sopravvivenza’ ” ha ricordato Mattarella. “È una responsabilità – ha proseguito il capo dello Stato – per la quale si deve operare sia dalla base, attraverso la partecipazione popolare, sia dal vertice delle istituzioni, nazionali e internazionali. Impoverimento con la omologazione delle colture e delle culture, desertificazione di territori, cambiamenti climatici, scomparsa accelerata di specie animali e vegetali, sono davanti a tutti. È il grande tema della sostenibilità, fronte essenziale per chi abbia a cuore il futuro dei propri figli e nipoti”.

“La biodiversità ha bisogno di politiche nazionali e sovranazionali che sappiano attribuirle il giusto valore. La biodiversità è anche una grande questione culturale e sociale, che riguarda le persone e l’habitat in cui vivono. Il contributo di Petrini è stato in questi ambiti originale e di grande spessore, legando la tutela della biodiversità genetica con il rispetto delle diverse culture delle popolazioni, cioè delle differenze, facendoci conoscere persone e realtà lontane”.

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