L’imprenditore Diego Della Valle, presente alle commemorazioni per il 10 dal terremoto che ha colpito il centro-Italia, parla con RaiNews24. La riflessione verte sulle possibilità di rinascita di un’industria locale, in particolare la zona è sempre stata il cuore di un distretto calzaturiero che oggi è fortemente contratto. Della Valle spiega che è nelle sue intenzioni ampliare uno dei suoi stabilimenti, ma manca la manodopera: “serve una riflessione che coinvolga industria e politica per rendere il territorio maggiormente attrattivo per i giovani”.

Della Valle a Pescara del Tronto, frazione di Arquata (Ascoli Piceno), rilancia il suo impegno per il territorio annunciando la volontà di realizzare “almeno un altro stabilimento, se non due”.    

“Non bisogna abbassare la guardia. Questo è il momento di fare uno scatto di reni: poche chiacchiere e tanti fatti, qui almeno un altro stabilimento se non due”. 

L’imprenditore marchigiano, presidente del gruppo Tod’s, fu tra i primi dopo il sisma del 24 agosto 2016 a puntare sul lavoro come strumento per contrastare lo spopolamento. Nel dicembre di quell’anno presentò il progetto della fabbrica di Arquata, inaugurata il 20 dicembre 2017 dopo meno di un anno di lavori: un investimento di circa 10 milioni di euro per uno stabilimento di duemila metri quadrati, partito con una cinquantina di addetti e progettato per arrivare a cento occupati.    

“In 12 mesi abbiamo costruito uno stabilimento, ne vorremmo fare almeno un altro, se non due. – ha detto oggi Della Valle -Adesso si tratta di coordinarsi per capire le maestranze, come prenderle e dove trovarle”. Per l’imprenditore serve nuova mente una collaborazione stretta tra pubblico e privato: “La politica locale deve funzionare bene come ha funzionato quando abbiamo costruito l’azienda – ha sottolineato – La politica nazionale allora è stata attentissima, ha dato una mano e le imprese hanno fatto quello che volevano fare, e lo hanno fatto in fretta”.

Della Valle allarga quindi il ragionamento al ruolo sociale dell’impresa. “Oggi le imprese devono mettersi a disposizione anche del forte problema sociale che c’è – ha detto -Guadagniamo, pensiamo al profitto, ma pensiamo anche a come agevolare la vita delle persone. Dobbiamo metterci al centro della vita sociale italiana, insieme alla politica, per cercare di dare risposte sociali vere e farlo in fretta”.  

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