Il Taser viene spesso raccontato come uno strumento alternativo all’arma da fuoco e capace di ridurre i rischi nelle operazioni di polizia. Ma l’esperienza degli ultimi anni mostra un quadro molto più complesso, preoccupante e che per questo necessità di attenzione, analisi e studi indipendenti. È quanto emerge dal nuovo rapporto presentato a Roma da Antigone, dal titolo “Taser in Italia. Storia, controversie e rischi della pistola a impulsi elettrici”. Nel documento Antigone evidenzia come quello che doveva essere un dispositivo “meno letale” rischi invece di trasformarsi in uno strumento utilizzato in modo crescente anche nei confronti di persone non armate, in condizioni di vulnerabilità o con fragilità psichiche. Sono sette i morti dal 2022.

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