Quella italiana in Venezuela è una comunità folta e radicata, tra le più numerose del Sudamerica, che nel tempo si è intrecciata alle vite e ai destini del Paese che li ha accolti, soprattutto se si guarda agli oriundi e alle seconde e terze generazioni. Sono infatti circa 150mila i connazionali registrati all’Aire, il registri degli italiani all’estero, molti con la doppia nazionalità.
Quasi la metà degli italo-venezuelani vive nell’area colpita dai devastanti terremoti che mercoledì 24 giugno hanno travolto il nord del Venezuela, in un’area molto popolata, che interessa la capitale Caracas e la città costiera di La Guaira.
Ad aggiornare il bilancio “nazionale” di una tragedia dalle dimensioni ancora incalcolabili è stato, tra i primi, il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che ha parlato di un “quadro tremendo” e, sabato 27, ha confermato la morte di tre persone, “sono quattro i feriti, è stato trovato qualche disperso, però sono 42 gli italo-venezuelani ancora dispersi”.
La prima vittima italo-venezuelana di cui è giunta la conferma ufficiale è Giuseppe Colaianni, 55enne, originario di Calascibetta, in provincia di Enna. Viveva proprio a La Guaira, la città tra le più colpite dal sisma, e morendo è riuscito a mettere in salvo la moglie prima di finire schiacciato sotto le macerie.
La seconda vittima confermata è Francesca Mannina, 42 anni, figlia di emigrati di Balestrate, in provincia di Palermo, ritrovata sabato senza vita dopo febbrili ricerche. Si trovava all’interno di un edificio nel residence Pin High, a La Guaira, ed è rimasta intrappolata sulla soglia del proprio appartamento mentre tentava di mettersi in salvo. Lascia un marito sotto shock, che è riuscito a scappare. Il fatto che il consorte, Roberto Santilli, fosse riuscito a salvarsi aveva alimentato ulteriormente la fiducia dei familiari.
L’ultimo ritrovamento, oggi, è quello del corpo di Enzo Cuomo, 58 anni, originario di Laviano, in provincia di Salerno. Sono stati estratti anche i corpi della moglie Trini Adrian, 53 anni, e della figlia Isabel, 22. La famiglia Cuomo abitava all’ultimo dei 14 piani di un edificio che si è completamente sbriciolato. Tragicamente intrecciato a un altro terremoto, il destino di Enzo Cuomo: anche i suoi nonni, infatti, morirono in un sisma devastante, quello che colpì l’Irpinia nel 1980.
Delle altre due vittime non è stata resa nota l’identità.
Le altre comunità colpite: il Paese con il maggior numero di morti, finora, è il Portogallo (28)
Volgendo lo sguardo alle altre comunità straniere residenti in Venezuela, sono decine i cittadini con doppio passaporto uccisi nel terremoto di mercoledì. Tra le vittime figurano cittadini portoghesi, cinesi, spagnoli, brasiliani, cileni, e uruguaiani.
La comunità maggiormente colpita è quella portoghese, che piange 28 morti, secondo il Ministero degli Esteri di Lisbona; altre 85 persone risultano ancora disperse. La Cina ha confermato la morte di sette propri cittadini. Almeno sei cittadini spagnoli hanno perso la vita, mentre altre 133 persone risultano disperse, secondo quanto riferito dal ministro degli Esteri José Manuel Albares. Tra queste, 14 sarebbero ancora intrappolate sotto le macerie. Il Brasile ha confermato il decesso di due suoi cittadini, un uomo e una donna, mentre Santiago del Cile ha reso noto che una persona di nazionalità cilena è morta nel disastro. Le autorità uruguaiane hanno infine confermato la morte di un loro cittadino residente da molti anni in Venezuela. Nella stessa tragedia hanno perso la vita anche la moglie e la figlia maggiore dell’uomo.
