Ormai non è più solo un’azienda, è un fenomeno entrato nella cultura pop. Dal primo lancio, a dire il vero fallito, nel 2006, la SpaceX di Elon Musk è cresciuta fino a diventare il principale protagonista privato del settore spaziale. Una fortuna costruita innanzitutto grazie al Falcon 9, il primo razzo riutilizzabile al mondo, capace di abbattere i costi e di moltiplicare i lanci. E poi le navette spaziali – prima cargo e dal 2020, con la Crew Dragon, anche capaci di trasportare astronauti e turisti spaziali. Starlink, la megacostellazione per portare internet in tutto il mondo che pochi giorni fa ha superato quota 10.000 satelliti in orbita, un asset strategico, come dimostrato ad esempio nel conflitto in Ucraina.
E una visione del futuro proiettata verso la Luna e verso Marte, con colpi a effetto come il lancio di una Tesla nello spazio e lo sviluppo di Starship, il più potente sistema di lancio della storia. Progetto a dire il vero in ritardo, se si pensa che in teoria avrebbe dovuto portare dei turisti spaziali intorno alle Luna nel 2023 e invece non ha ancora completato un’orbita intorno alla Terra. Ma sempre più vicino al traguardo, un test alla volta, e uno dei cardini dei programmi Artemis per il ritorno sulla superficie lunare. Un business che Elon Musk vuole espandere ancora. Prossima tappa: portare nello spazio i server per l’intelligenza artificiale
