La Procura di Caltanissetta ha chiesto l’archiviazione di uno dei filoni d’inchiesta, a carico di ignoti, sulle stragi di Capaci e Via D’Amelio, costate la vita ai giudici Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e agli agenti delle scorte dei due magistrati. Si tratta dell’indagine che riguardava la pista del dossier mafia e appalti come una delle ipotesi che avrebbe potuto scatenare le stragi.
La Procura guidata da Salvatore De Luca, ha riaperto l’inchiesta nel 2022-2023, sostenendo che la gestione del filone “mafia-appalti” da parte della Procura di Palermo sia una “concausa” di entrambe le stragi. Per Capaci, mirava a impedire a Falcone di spingere sulle indagini; per Via D’Amelio, l’accelerazione fu legata all’interesse di Borsellino per il dossier, disturbando potentati economici mafiosi.
De Luca aveva ribadito in audizione Antimafia (dicembre 2025) che questa pista era “la più solida”, scartando la “traccia nera” come irrilevante. Figure come Gian Carlo Caselli hanno smentito la tesi, definendola “indimostrata e ingiusta”, enfatizzando invece le preoccupazioni di Borsellino sulla strage di Capaci. L’inchiesta nissena continua con l’ascolto di testimoni come l’ex ROS Giuseppe De Donno.
