Nella cella di Flavio, a Malta, ci sono soltanto un letto, un lavandino “che non funziona” e un water, il tutto sotto l’occhio delle telecamere. Per 35 giorni, dal primo giorno della sua detenzione in isolamento, non ha visto altre pareti, altri arredi, altre finestre. Da un mese può guardare la televisione e mangiare seduto a un tavolo, ma sempre lontano da tutti, senza incrociare lo sguardo di altri giovani in carcere come lui.
A mettere in fila i dettagli di questa reclusione, lunga a oggi 72 giorni, sono Antonio Santoiemma e Daniela Lorusso, i genitori dello studente italiano di 15 anni arrestato a scuola per procurato allarme bomba. “Se c’è stato un reato si deve assumere le proprie responsabilità, noi contestiamo l’illegalità della detenzione perché sta violando tutti i trattati di cui Malta fa parte”, è la denuncia della coppia, residente da cinque anni nello Stato insulare a sud dell’Italia.
Il ragazzo di 15 anni incarcerato vive a Malta da 5 anni con la propria famiglia (@web)
Tutto è cominciato oltre due mesi fa, quando Flavio “per quattro giorni è stato detenuto in isolamento presso la divisione 6 del carcere di Corradino per adulti, dove per il forte stress si è autolesionato”, racconta il papà. Un istituto penitenziario in cui anche i minorenni “vengono sottoposti alle visite mediche”. Poi c’è stato il trasferimento nel carcere minorile, dove “ha trascorso 35 giorni chiuso” per “22 ore su 24, costretto a mangiare in piedi e per tre giorni a nutrirsi con le mani perché nessuno si è preoccupato di fornirgli delle posate”.
A oggi non è “che sia cambiato qualcosa», precisano i genitori. Flavio, infatti, nonostante da un mese non sia più chiuso quasi tutta la giornata in cella, possa vedere la TV in un’altra stanza e trascorrere due ore in una sala giochi, rimane pur sempre in isolamento, senza aver contatti con gli altri detenuti, con ”un’unica doccia alle 12, quando gli altri riposano” e sotto l’occhio vigile delle telecamere “in una cella da 41-bis”, racconta ancora la mamma, che manifesta tutta la sua preoccupazione: “Fino a che punto – si chiede – può affrontare questo tipo di detenzione? È illegale e viola i principi umanitari”. Per il papà l’unica fortuna è che all’interno del carcere minorile ci siano le guardie, “persone abbastanza umane – le descrive – che non si spiegano il perché questo ragazzino sia detenuto in questo modo”. Per il resto, da una detenzione partita legalmente, come ricordano i genitori, si è arrivati a condizioni definite “allarmanti”.
Se c’è stato un reato si deve assumere le proprie responsabilità, noi contestiamo l’illegalità della detenzione perché sta violando tutti i trattati di cui Malta fa parte”
Antonio Santoiemma e Daniela Lorusso, i genitori dello studente italiano di 15 anni arrestato
Intanto a seguire il caso è anche l’Ambasciata a La Valletta, in raccordo con la Farnesina, che ha «in più occasioni sollevato il caso con le autorità locali, ha effettuato una visita al ragazzo il 26 giugno e domani ne è prevista un’altra nel penitenziario», fa sapere proprio la Farnesina. La prossima udienza è calendarizzata per il 19 agosto.
