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Cronaca

terrorizzò il Nordest e diede luogo ad un modello di rinascita

Di Sala Notizie6 Maggio 20264 min di lettura
terrorizzò il Nordest e diede luogo ad un modello di rinascita
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In occasione del 50° anniversario del terremoto che colpì il Friuli nel 1976, Rai Teche propone su RaiPlay, da mercoledì 6 maggio, un’antologia dei principali reportage dedicati al sisma. “Friuli ’76: cronache di un terremoto” ripercorre le ore e i giorni successivi alla scossa che devastò vaste aree della regione, con centri come Gemona, Venzone, Majano, Buja, Osoppo, Artegna, Pinzano, Forgaria e altri paesi ridotti in macerie. 

Udine, Gemona: i danni causati dal terremoto in Friuli (Ansa)

Archivi Rai e Tg dell’epoca

Attraverso le immagini dell’archivio Rai, la raccolta restituisce la cronaca diretta di uno degli eventi sismici più drammatici della storia italiana. Gli inviati Paolo Frajese, Gianni Minà, Giuseppe Marrazzo, Romano Bracalini, Bruno Vespa e Mino D’Amato, insieme agli altri giornalisti Rai, documentano le prime fasi dell’emergenza: i soccorsi dell’Esercito, degli Alpini, dei Vigili del Fuoco, della Croce Rossa e dei volontari; la ricerca dei superstiti tra le macerie; le tendopoli per gli sfollati e la macchina organizzativa dell’assistenza.

Le riprese, realizzate spesso in condizioni estreme e in collegamento diretto dai luoghi colpiti, restituiscono la dimensione umana della tragedia: il dolore delle comunità, la solidarietà diffusa e la resilienza di un territorio ferito ma determinato a ricostruire. Le immagini provengono dall’edizione del TG1 Notte del 6 maggio, a poche ore dalla prima scossa registrata intorno alle 21:00: segnalazioni frammentarie si alternano ad aggiornamenti in tempo reale, in una copertura inizialmente priva di immagini e affidata ai collegamenti telefonici.

“A cosa serve piangere? Qua bisogna ricostruire, non piangere”.

Dalla redazione di Udine arrivano i primi dettagli drammatici dai centri colpiti. Le “Edizioni Straordinarie” del TG1 e del TG2 del 7 maggio 1976 – materiali di grande pregio storico, con servizi e lanci da studio – riportano un bilancio delle vittime impressionante. Il collegamento da Trieste trasmette il salvataggio di una bambina estratta viva dalle macerie di Osoppo. In studio, la voce di Padre David Maria Turoldo esprime dolore e partecipazione per una tragedia che colpisce l’intero Paese. Gianni Minà è tra le ruspe e i vigili del fuoco che scavano senza sosta. Un suo servizio nelle zone più colpite raccoglie testimonianze come quella di una giovane ragazza che sintetizza con forte determinazione lo spirito instancabile e determinato della comunità: “A cosa serve piangere? Qua bisogna ricostruire, non piangere”.

Lo Speciale della Tgr alle 16.35 su Rai 3, l’omaggio di Mattarella

La Tgr del Friuli Venezia Giulia dedica uno Speciale nazionale al Terremoto del Friuli del 6 maggio 1976, tra memoria e futuro, testimonianza e identità, in onda mercoledì 6 maggio alle 16.35 su Rai 3.  

La sera di 50 anni fa la terra tremò per 59 secondi, cambiando per sempre il destino di intere comunità. Oltre mille morti, migliaia di feriti, centinaia di migliaia di sfollati. Paesi distrutti, famiglie spezzate, vite sospese. Ma anche, fin da subito, una straordinaria reazione collettiva che avrebbe fatto scuola. A Gemona del Friuli, cuore simbolico della tragedia, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella partecipa a un Consiglio regionale straordinario per rendere omaggio a una terra che ha saputo rialzarsi con dignità e determinazione. 

Lo Speciale intreccia immagini d’archivio e ricostruzioni dell’epoca con le testimonianze di chi scavò tra le macerie a mani nude, di chi perse tutto e ripartì, di chi visse sulla propria pelle la paura e l’incertezza. Al centro, la forza di una comunità che scelse di reagire e il principio diventato simbolo della ricostruzione: “prima le fabbriche, poi le case, e solo alla fine le chiese”.

Modello Friuli 

Da quell’esperienza nacque il cosiddetto “modello Friuli”: una ricostruzione rapida e partecipata che ha ispirato la moderna Protezione Civile e rappresenta ancora oggi un punto di riferimento nella gestione delle emergenze.

La ricostruzione ha visto protagonisti tutti i 137 Comuni del cratere del terremoto e oggi Gemona e Venzone si presentano come cittadine esempio e modello di una “ricostruzione riuscita”.

Dalle scelte della popolazione e a quelle delle Istituzioni, dalle diverse esperienze amministrative alle metodologie adottate, dalla ricostruzione al restauro per anastilosi (ovvero la tecnica di rialzare e ricomporre edifici utilizzando i pezzi originali rinvenuti) il “modello Friuli” ha riavviato l’economia ricostruendo “dov’era e com’era”. 

La ricostruzione di Venzone pietra su pietra e “l’Università del popolo”

Un esempio straordinario è stata la ricostruzione di Venzone: gli abitanti hanno recuperato, catalogato e riposizionato le pietre originali del Duomo, crollato quasi interamente, per riedificarlo esattamente come prima del sisma.

La nascita dell’Università degli Studi di Udine (istituita ufficialmente nel 1978), intesa come strumento per la rinascita culturale e scientifica della regione, è stata accelerata dal dramma del terremoto e per questo viene spesso citata come “l’unica università italiana nata per volontà popolare”.

 

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