Squadre da oltre 6 regioni italiane. E testimonial d’eccezione come l’ex Roma, Fiorantina e Atletico Madrid, Alessio Cerci, e l’ex Roma e Udinese, Gaetano D’Agostino. Domani e dopo domani, 18 e 19 aprile, torna a Roma il “Torneo delle Regioni” della Lega Unica, promosso dalla Lega Calcio a 8 e dalla Confederazione Calcistica Italiana. Attesissimo evento nazionale dedicato ai ragazzi con disabilità, sarà ospitato allo Stadio Alfredo Berra di Roma
Mettere al centro la persona prima dell’atleta sta contribuendo a trasformare il calcio a 8 in uno strumento concreto di condivisione. Non solo una competizione sportiva, dunque, ma un’esperienza capace di abbattere barriere e costruire relazioni, valorizzando il talento e l’unicità di ogni partecipante.
A scendere in campo saranno le rappresentative regionali provenienti da tutta Italia tra cui Piemonte, Toscana, Sardegna, Lazio, Abruzzo e Marche protagoniste di un percorso che coinvolge territori e famiglie in un clima di partecipazione autentica e valori condivisi.
«La Lega Unica è un progetto che dimostra come lo sport possa essere davvero inclusivo e accessibile a tutti. Il Torneo delle Regioni è il simbolo più forte di questo percorso», dichiara Andrea Montemurro il presidente della Confederazione Calcistica Italiana.
A rendere ancora più prestigioso l’evento sarà la presenza di due importanti testimonial d’eccezione, gli ex calciatori professionisti Alessio Cerci e Gaetano D’Agostino da sempre vicini ai valori dello sport e dell’inclusione.
“Essere parte della Lega Unica è qualcosa che va oltre il calcio. Qui si respira passione vera, quella più autentica. Vedere questi ragazzi scendere in campo con il sorriso e con questa energia è una lezione per tutti noi. Il Torneo delle Regioni è un esempio concreto di come lo sport possa unire davvero, senza barriere”, afferma Alessio Cerci.
“La Lega Unica rappresenta il lato più bello dello sport. Non conta solo vincere, ma partecipare, condividere, crescere insieme. Essere testimonial di questo evento è per me un grande onore. Qui il calcio torna alla sua essenza più pura”, aggiunge Gaetano D’Agostino.
