
È indagato per disastro ferroviario il conducente del tram 9 che, venerdì 27 febbraio, a seguito di un deragliamento è finito contro un palazzo a Milano, provocando due vittime e una cinquantina di feriti. L‘ipotesi di reato comprende anche omicidio colposo e lesioni.
Sul fronte delle indagini, al vaglio dei pm non ci sono ipotesi privilegiate: si sta valutando se davvero ci sia stato un malore del conducente e se sia o meno scattato il sistema frenante di sicurezza.
“Sono attualmente in corso tutti gli accertamenti necessari per ricostruire la dinamica del sinistro ed individuarne le cause”, sottolinea la pm Elisa Calanducci nel decreto che ha disposto il sequestro delle comunicazioni avvenute tra il tramviere e la centrale operativa dell’Atm. Nel provvedimento precisa che, allo stato, “non è possibile escludere alcuna delle ipotesi relative alle cause dell’evento, siano esse riconducibili a possibili errori umani o a eventuali malfunzionamenti tecnici“.
Il conducente del tram, aggiunge, “ometteva di regolare adeguatamente la velocità del mezzo mentre si trovava in prossimità di una fermata e dell’intersezione stradale fra viale Vittorio Veneto e via Lazzaretto” e “svoltava a sinistra a velocità talmente elevata da determinare il deragliamento della vettura, che si schiantava contro l’edificio posto all’angolo, cagionando un disastro ferroviario”.