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Home » trascinata a riva dopo quattro tentativi, oggi l’autopsia della megattera
Ambiente

trascinata a riva dopo quattro tentativi, oggi l’autopsia della megattera

Di Sala Notizie4 Giugno 20263 min di lettura
trascinata a riva dopo quattro tentativi, oggi l’autopsia della megattera
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La carcassa di Timmy, la megattera del Baltico ritrovata morta al largo dell’isola danese di Anholt, sarà sottoposta ad autopsia direttamente sulla spiaggia. 

L’esame, che secondo i media danesi e tedeschi dovrebbe durare diverse ore, dovrà chiarire le cause della morte dell’animale dopo settimane di continui arenamenti, operazioni di soccorso e un ultimo controverso tentativo di riportarla verso il Mare del Nord che aveva suscitato le critiche degli esperti.

Nel fine settimana una squadra di volontari e soccorritori è riuscita a trascinare a riva la carcassa dopo diverse manovre fallite. L’operazione è durata circa due ore. 

Il corpo della balena, lungo oltre 12 metri, era rimasto per giorni in acque basse davanti all’isola, fortemente gonfio per i gas di decomposizione e martoriato dai gabbiani. 

Sull’isola sono stati portati container e mezzi speciali per effettuare l’autopsia e facilitare la successiva rimozione dei resti.

Il recupero è stato particolarmente delicato anche per motivi di sicurezza. Secondo le autorità e i media tedeschi, gli operatori hanno dovuto tenere conto del rischio che la carcassa, gonfiata dai gas della decomposizione, potesse rompersi in maniera violenta durante le operazioni. 

L’area è stata delimitata con nastri di sicurezza e il pubblico è stato invitato a mantenere le distanze anche per la possibile presenza di batteri e altri agenti patogeni associati al decadimento.

L’autopsia dovrà stabilire che cosa abbia provocato la morte di Timmy. Veterinari e biologi cercheranno segni di malattie, lesioni interne, tracce di plastica ingerita e possibili residui di reti, cavi e cime da pesca. 

Tra le ipotesi al vaglio c’è quella che l’animale sia rimasto impigliato in una rete fantasma, con conseguenti difficoltà nell’alimentazione e un progressivo indebolimento.

La storia di Timmy ha tenuto con il fiato sospeso migliaia di persone in Germania e Danimarca per quasi tre mesi. 

L’animale era stato avvistato all’inizio di marzo nel porto tedesco di Wismar, ben lontano dalle rotte abituali della specie. 

Nelle settimane successive si era arenato più volte lungo le coste del Baltico tedesco, apparendo sempre più debilitato. 

Dopo numerosi tentativi di soccorso, all’inizio di maggio un’iniziativa privata autorizzata dalle autorità del Meclemburgo-Pomerania Anteriore l’aveva trasportata su una chiatta fino al Kattegat, tra Danimarca e Svezia, nel tentativo di riportarla verso il Mare del Nord. 

Molti esperti avevano però giudicato l’animale troppo debole per sopravvivere all’operazione estrema di soccorso. Un accanimento che avrebbe soltanto prolungato la sua sofferenza. Tra i critici c’era il biologo danese Peter Teglberg Madsen, secondo il quale la balena era ormai condannata. 

Pochi giorni dopo, il 14 maggio, la megattera è stata trovata morta vicino ad Anholt. 

Ora l’autopsia dovrà chiarire se a condannarla siano stati una malattia, l’intrappolamento in attrezzi da pesca, l’inedia o una combinazione di questi fattori.

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