Il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, riunito a Trento nella mattinata di martedì 1 settembre, non ferma l’evento di estrema destra organizzato a Pietramurata di Dro, piccola frazione dell’Alto Garda. La manifestazione “Ritorno a Camelot”, organizzato dal Fronte Veneto Skinheads, è in calendario dal 3 al 6 settembre all’hotel Ciclamino di Pietramurata.
La prefetta Isabella Fusiello darà delle prescrizioni dettagliate sullo svolgimento, ma il raduno si farà. Attesi circa 400 partecipanti, saranno schierati 120-140 agenti, anche all’interno del capannone che ospiterà la manifestazione per verificare che non si manifestino comportamenti di rilievo penale. Al momento non si registrano agenti attivi nella zona e non sono presenti cartelli che pubblicizzino l’evento.
Ma a parte questo, ha spiegato la commissaria del Governo, non c’è una ragione giuridica per impedire la manifestazione che si svolgerà su suolo privato.
Tante le polemiche che si sono susseguite nei giorni scorsi: associazioni, partiti e semplici cittadini hanno consegnato un appello alla commissaria del governo Isabella Fusiello per chiedere di fermare l’evento, mentre le deputate Sara Ferrari e Stefania Ascari, rispettivamente Pd e Movimento 5 Stelle, hanno portato il caso in parlamento, con due interrogazioni al governo.
“In concomitanza con Ritorno a Camelot 2026, la sinistra locale ha indetto una manifestazione nel pomeriggio di giovedì 3 settembre – scrivono gli organizzatori -. La finalità di questa iniziativa è quella di alzare la tensione, gettando fango sull’organizzazione e su chi liberamente partecipa ad un evento regolarmente organizzato dal 1991, che non ha mai causato alcun problema di ordine pubblico in più di trent’anni. E’ nostro interesse mantenere un clima sicuro che non crei disagi a chicchessia. Ognuno dovra’ tenere un comportamento decoroso e rispettoso, che rimarchi la differenza antropologica che ci contraddistingue dai nostri detrattori, evitando soprattutto qualsiasi forma folkloristica e dannosa, così da non fornire loro alcun pretesto per attaccare l’organizzazione”.
A complicare ulteriormente la situazione l’annunciata presenza, a Trento il 5 settembre per gli 80 anni dell’accordo Degasperi-Gruber, del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Intanto, da quanto trapela, sul tavolo del comitato, che per per questa riunione sarà allargato anche ai procuratori di Trento e Rovereto, ci sarà anche il parere della commissione provinciale di polizia amministrativa, che avrebbe raccomandato una maggiore presenza di forze dell’ordine all’evento.
Organizzatori raduno naziskin: “Sinistra provoca ma non reagiremo”
“In concomitanza con ‘Ritorno a Camelot 2026’ la sinistra locale ha indetto una manifestazione nel pomeriggio di domani. La finalità di questa iniziativa è quella di alzare la tensione, gettando fango sull’organizzazione e su chi liberamente partecipa a un evento regolarmente organizzato dal 1991, che non ha mai causato alcun problema di ordine pubblico in più di trent’anni. È nostro interesse mantenere un clima sicuro che non crei disagi a chicchessia. Ognuno dovrà tenere un comportamento decoroso e rispettoso, che rimarchi la differenza antropologica che ci contraddistingue dai nostri detrattori, evitando soprattutto qualsiasi forma folkloristica e dannosa, così da non fornire loro alcun pretesto per attaccare l’organizzazione. Invitiamo pertanto tutti i partecipanti a non accettare provocazioni e a non rilasciare dichiarazioni prima, durante e dopo l’evento, al fine di tutelarne il regolare svolgimento”. Così Fronte Veneto Skinhead, l’associazione di estrema destra che organizza il raduno di stampo neonazista.
Hotel Ciclamino a Pietramurata (frazione di Dro, provincia di Trento) dove si svolgerà il raduno naziskin ‘Ritorno a Camelot’, previsto tra il 3 e il 6 settembre 2026 (Daniele Benfanti Tgr Trento)
Responsabile del Trentino di Futuro Nazionale sarà al raduno, Vannacci: “Una scelta individuale”
“Certamente è una scelta individuale. Non mi occupo dei gusti, delle passioni e delle scelte di vita degli iscritti al Partito. Andare a un evento rientra tra queste. Non mi devono chiedere l’autorizzazione per andare a funghi. Ciascuno è libero di partecipare alla messa, al raduno o all’iniziativa che ritiene opportuno, purché il proprio comportamento resti nei limiti della legalità e non contrasti con le norme e i principi stabiliti dallo statuto del partito”.
E’ il commento del leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci, rispondendo a chi gli chiedeva se la decisione di Emilio Giuliana, responsabile trentino di futuro nazionale di partecipare al raduno naziskin ‘Ritorno a Camelot’, previsto tra il 3 e il 6 settembre a Pietramurata, sia frutto di una scelta individuale o del partito.
Veneto Fronte Skinheads, quarant’anni tra estrema destra e vicende giudiziarie
Nato nel Veneto nel 1986, il Veneto Fronte Skinheads (VFS) è una delle realtà storiche della destra radicale italiana. Nel 1990 assunse formalmente la denominazione di Associazione Culturale Veneto Fronte Skinheads. La sua storia è legata alla scena skinhead di estrema destra, ai concerti Rock Against Communism e, negli anni Novanta, alla rete di gruppi confluita in Base Autonoma.
Tra i fondatori e dirigenti storici figura Piero Puschiavo, successivamente protagonista anche della politica istituzionale: dal rapporto con Fiamma Tricolore arrivò alla direzione nazionale de La Destra. Nel tempo il VFS ha mantenuto una propria autonomia organizzativa, pur intrecciando rapporti con diverse formazioni della destra radicale.
Sul piano penale, la storia del movimento è segnata da numerose inchieste e da condanne a carico di singoli militanti. Il caso più grave è l’omicidio di Nicola Tommasoli, aggredito a Verona nel 2008: cinque esponenti dell’ambiente skinhead veronese furono condannati definitivamente per la sua morte, con pene detentive fino a oltre undici anni.
Invece per un blitz del 2017 a Como tredici militanti VFS furono condannati in primo grado per violenza privata, ma nel 2023 la Corte d’Appello di Milano li assolse perché “il fatto non sussiste”.

