
La Marina militare degli Stati Uniti potrebbe iniziare a scortare le petroliere attraverso lo stretto di Hormuz, braccio di mare strategico che l’Iran ha fatto capire di voler chiudere. La proposta di Trump arriva via social, insieme all’impegno a fornire alle navi, da parte della Banca di Sviluppo degli Stati Uniti, un’assicurazione a prezzi ragionevoli. “Garantiremo il libero flusso di energia nel mondo”, scrive, in un tentativo di ridurre l’incertezza e contenere il rialzo delle quotazioni del petrolio e di altre materie prime, mentre sul terreno l’intelligence americana, la Cia, starebbe lavorando, secondo indiscrezioni giornalistiche, per armare le forze curde a cavallo del confine tra Iraq e Iran, così da alimentare un’insurrezione, anche armata, contro la Repubblica islamica.
“La campagna militare contro Tehran sta andando molto bene”, ha detto il Presidente degli Stati Uniti, ricevendo alla Casa Bianca il Cancelliere tedesco, Merz, “Teheran non ha più aerei militari funzionanti, non ha una marina, non ha sistemi radar, tutto è stato distrutto”. Poi è tornato sul motivo dell’intervento armato, dicendo: “Ho avuto la sensazione, durante i negoziati, che ci avrebbero attaccato per primi”. Quanto all’Europa, Trump ha criticato il governo spagnolo di Sánchez, per il loro atteggiamento sulle basi militari e sulla guerra in Iran, minacciando lo stop a ogni rapporto commerciale, e poi il premier inglese, Starmer, “Non stiamo parlando di un Winston Churchill”, lo ha liquidato con una battuta.