Il 2 giugno 2026, ad Amendolara (Cosenza), quattro braccianti agricoli, un pachistano e tre afghani, sono stati bruciati vivi dentro un minivan parcheggiato a un distributore lungo la Statale 106. Le telecamere di sorveglianza hanno ripreso l’orrore: due pachistani fermati nella notte come autori dell’omicidio plurimo aggravato, hanno bloccato le portiere dall’esterno, versato liquido infiammabile dal portellone posteriore e appiccato il fuoco. I due sono stati identificati anche grazie ai filmati del sistema di videosorveglianza del distributore di carburante. Un quinto uomo è riuscito ad uscire dal van ed è sopravvissuto, ferito, è riuscito a fuggire e ha raccontato lo sfruttamento: i due caporali davano cibo e alloggio ma trattenevano i salari ai lavoratori. La Procura di Castrovillari indaga sul sistema del caporalato.
Tutti i punti interrogativi sul caso dei quattro braccianti arsi vivi nell’auto
Di Sala Notizie1 min di lettura
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