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Home » tutto dipende da Malagò in FIGC
Sport

tutto dipende da Malagò in FIGC

Di Sala Notizie9 Giugno 20263 min di lettura
tutto dipende da Malagò in FIGC
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Nel calcio italiano le grandi storie d’amore non finiscono mai, fanno dei giri immensi e poi ritornano. A volte, però, per completare il cerchio serve un allineamento con la politica sportiva. È esattamente quello che sta succedendo intorno alla panchina della Nazionale azzurra, dove il nome di Roberto Mancini è tornato a circolare con insistenza. Non sarebbe una semplice suggestione quanto un piano strategico ben delineato: l’ex CT campione d’Europa sarebbe pronto a riprendersi il Club Italia, ma la firma sul contratto è legata a doppio filo a un evento cruciale, ovvero l’elezione di Giovanni Malagò alla presidenza della FIGC il prossimo 22 giugno.

Giovanni Malagò (LaPresse)

Tra l’ex numero uno del CONI e il tecnico marchigiano esiste da anni un rapporto di profonda stima reciproca. Malagò vedrebbe in Mancini l’uomo perfetto per guidare la rifondazione tecnica del nostro calcio, un profilo autorevole capace di ridare un’identità forte all’ambiente. Dal canto suo, l’allenatore avrebbe già espresso il suo totale gradimento per il progetto, tanto da aver già trovato un accordo di massima per un contratto quadriennale, che lo legherebbe all’azzurro fino al 2030 con un ingaggio di circa 2 milioni di euro a stagione.

Per sposare questa nuova avventura, Mancini sarebbe pronto a compiere un sacrificio economico non indifferente. Il tecnico è infatti in uscita dall’Al-Sadd, il club qatariota con cui ha appena vinto il campionato, dove percepisce uno stipendio decisamente più alto, vicino agli 8 milioni di euro. La scelta di ridursi l’ingaggio pur di tornare a Coverciano testimonia la voglia di riscatto dopo il burrascoso addio del 2023. Questa mossa ha permesso a Mancini di superare la concorrenza di altri profili pesanti come Antonio Conte o Silvio Baldini, risultando la scelta più sostenibile per le casse federali e la più logica per la continuità tecnica.

Tuttavia, prima di vedere le foto ufficiali e le strette di mano, bisogna attendere il verdetto delle urne di fine giugno. E, soprattutto, serve superare l’ultimo ostacolo burocratico. La corsa di Giovanni Malagò verso via Allegri è infatti finita sotto la lente d’ingrandimento del Ministro dello Sport, Andrea Abodi, che ha richiesto un parere formale all’ANAC e al CONI per verificare eventuali incompatibilità legate alle norme sul pantouflage. Malagò si dice assolutamente sereno e convinto della regolarità della sua candidatura, ma è chiaro che solo il via libera legale e la successiva vittoria elettorale contro gli sfidanti, primo tra tutti Giancarlo Abete, potranno far scattare il semaforo verde. Se le tessere del puzzle andranno al loro posto, il “Mancini Bis” diventerà realtà, dando il via a un nuovo, attesissimo capitolo del calcio italiano.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con Giovanni Malagò, Presidente del CONI, Gabriele Gravina, Presidente della FIGC-Federazione Italiana Giuoco Calcio e Roberto Mancini, Commissario tecnico della Nazionale italiana, in occasione dell'incontro con le squadre finaliste della Coppa Italia di calcio Freccia Rossa Fiorentina - Inter, Roma

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con Giovanni Malagò, Presidente del CONI, Gabriele Gravina, Presidente della FIGC-Federazione Italiana Giuoco Calcio e Roberto Mancini, Commissario tecnico della Nazionale italiana, in occasione dell’incontro con le squadre finaliste della Coppa Italia di calcio Freccia Rossa Fiorentina – Inter, Roma ((Ansa))

Ma se nel calcio, le grandi storie d’amore non finiscono mai, fanno dei giri immensi e poi ritornano, siamo davvero sicuri che  le “minestre riscaldate” abbiano lo stesso sapore? Sarà capace questo secondo capitolo di cancellare l’amarezza di quel burrascoso addio del 2023, o rischia di rivelarsi un nostalgico azzardo per entrambe le parti? Il campo e il tempo daranno le risposte, sempre che la politica sportiva decida prima di far partire la musica

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