Fu uccisa travolta da una porsche a soli 20 anni, Matilde Baldi morì a causa dell’incidente stradale dello scorso dicembre 2025 in Piemonte. Ora il giudizio di primo grado. Otto anni di reclusione per Franco Vacchina e assoluzione per Davide Bertello: è questa la sentenza emessa ieri dal Tribunale di Asti per la tragica morte di Matilde, la ventenne che ha perso la vita a causa dell’incidente avvenuto la sera dell’11 dicembre 2025 sull’autostrada Asti-Cuneo.
In un’immagine tratta da Instagram, Matilde Baldi, la ventenne di Montegrosso d’Asti morta in un incidente avvenuto l’11 dicembre lungo il tratto dell’A33 Asti-Cuneo, 19 dicembre 2025 (Asna)
Giudici: nessuna gara clandestina
I giudici non hanno accolto l’ipotesi della gara clandestina sostenuta dal pubblico ministero Sara Paterno, che aveva chiesto una condanna a 10 anni per Vacchina, commerciante astigiano di pneumatici, e a 5 anni per Bertello, imprenditore torinese. Per conoscere i dettagli del percorso logico seguito dalla corte occorrerà attendere settembre, quando verranno depositate le motivazioni della sentenza.
La cronaca dei fatti
La tragedia si è consumata mentre la giovane, commessa e studentessa universitaria, stava rientrando a casa a Montegrosso a bordo di una Fiat 500 guidata dalla madre Elvia Pia, rimasta gravemente ferita nell’impatto. Poco prima dello scontro l’utilitaria viaggiava a circa 73 chilometri all’ora nella corsia di mezzo. Alle sue spalle sopraggiungeva a velocità elevatissima, intorno ai 200 chilometri all’ora, la Porsche GT3 RS condotta da Franco Vacchina, seguita a un solo secondo di distacco dalla seconda supercar guidata da Bertello. Vacchina ha tentato di giustificare l’accaduto affermando di aver atteso la fine di un sorpasso della 500 per poi accelerare e di aver perso il controllo del mezzo a causa del cambio automatico che ha scalato due marce, oltre all’imponente potenza di oltre 600 cavalli della vettura. Bertello, dal canto suo, era riuscito a evitare l’impatto scartando all’ultimo istante sulla corsia di emergenza.
Matilde Baldi (social)
A un mese dal fatto Vacchina era finito ai domiciliari, misura scattata anche a causa del suo comportamento reiterato e ossessivo per evitare il sequestro dell’auto: l’uomo aveva prima tentato di farla rimuovere da un carro attrezzi di passaggio sul luogo del sinistro, e nei giorni successivi si era presentato più volte al deposito giudiziario arrivando a offrire denaro a un operatore per poter accedere alla centralina del veicolo, spingendo la Polizia Stradale a cambiarne la sede di custodia. L’uomo, assistito dagli avvocati Ferruccio Rattazzi e Giacomo Francini, rispondeva dell’imputazione di omicidio stradale, mentre a Bertello, difeso dall’avvocato Michele Galasso, era contestata l’omissione di soccorso per essersi allontanato dopo una breve sosta.
Matilde Baldi è deceduta cinque giorni dopo lo schianto all’ospedale di Alessandria. La famiglia ha autorizzato la donazione degli organi e si è costituita parte civile con l’avvocato Pierpaolo Berardi, insieme al fidanzato assistito dal legale Alberto Bazzano.
