E’ un fiume in piena Elena Cecchettin, dopo gli ultimi femminicidi che hanno sconvolto le cronache di questi giorni: quello di Sara Campanella e quello di Ilaria Sula. Affida il suo sfogo ai social e, nella sua storia Instagram critica il modo di raccontare i fatti utilizzato da alcuni giornalisti, senza rispetto.
Prima di tutto, da sorella di una vittima, esprime la sua profonda vicinanza alle famiglie e agli amici di entrambe le studentesse uccise per mano di coetanei, poi su Instagram dà voce alla sua rabbia: “Vedo ancora troppo poche narrazioni accettabili riguardo ai femminicidi. Fa arrabbiare che le cose non vengano raccontate come si dovrebbe. Ci sono dei manifesti, delle linee guida per reporter e giornalisti. E vengono seguite poco o mai”, ribadisce.
“Allo stesso tempo questi reporter tempestano la mia famiglia di chiamate e messaggi a catena, nemmeno avvisando prima di chiamare. E sinceramente sono stanca. Se volete scrivere un articolo scritto bene, potete farlo. Ci sono i mezzi per capire come scrivere di femminicidi senza mancare di rispetto a nessuno e delineando la gravità sociale di questo fenomeno. Non dobbiamo per forza essere noi, famiglie di vittime precedenti, a raccontare e ad analizzare la questione. Una narrazione adeguata dei femminicidi non può dipendere solo dalle sopravvissute”, ripete Cecchettin, chiedendo all’informazione responsabilità.
Storia Instagram di Elena Cecchettin (Instagram)
02/04/2025
“Assumetevi la responsabilità di informarvi e imparare il modo migliore per trattare queste notizie delicate – aggiunge – senza dover ricorrere per forza a quello che pensano vittime precedenti. Anche perché siamo umani, e per me rivivere certe situazioni estremamente ‘triggeranti’ non è sempre facile”.

Storia Instagram di Elena Cecchettin (Instagram)
02/04/2025